
Nato su un pianeta che lo ha permesso e che mi tiene ancorato per effetto della gravità, inganno il tempo frequentando la morte in attesa della vita. Per me, come per Woody Allen, la realtà è decisamente sopravvalutata e persino un brutto film è infinitamente meglio della vita reale. Le recensioni le lascio a chi ha il talento di farle; io rivendico solo il privilegio di smontare un giocattolo per capire cosa c’è nella testa di chi lo ha costruito. No, non l’ho ancora capito. Scrivo approfondimenti soprattutto per un motivo terapeutico ed egoistico: sono quasi sempre solo con queste mie ossessioni, e preferisco di gran lunga parlarne con voi piuttosto che continuare a fare monologhi davanti allo specchio.
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La delicatezza sismica di Dave Bautista
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L’ultimo alchimista di Hollywood: Guillermo del Toro e la materia dei sogni
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Everybody wants some!! di Richard Linklater – Chi siamo quando nessuno ci guarda?
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Vittorio Storaro – Il compositore della luce
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Il Camorrista di Giuseppe Tornatore – L’esordio crudo e dimenticato di un maestro della nostalgia
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Adam McKay: dalla comicità improvvisata ad Anchorman – L’origine di un autore fuori dagli schemi
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Cinema e Versi – Un viaggio poetico con Paterson
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Jordan Peele – La commedia al servizio del terrore
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Christian Bale: L’uomo dietro le trasformazioni – Identità, moralità e redenzione
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Tarda Primavera – Il sorriso amaro di Yasujirō Ozu
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Martin Scorsese – 3 film da riscoprire
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28 Giorni dopo – L’apocalisse zombie secondo Danny Boyle