Tag: Benicio del Toro

  • Recensione Una battaglia dopo l’altra – Il film della nostra epoca

    Le due righe di sinossi con cui viene presentato sul web Una battaglia dopo l’altra (One battle after another) non sono in grado di rendere giustizia all’originalità con cui si sviluppa questo film. Paul Thomas Anderson è tornato sul grande schermo con un film d’azione dal ritmo serrato, costellato di caricature estremamente comiche e taglienti, mai troppo sopra le righe. I toni sono molto diversi da quelli del coming of age Licorice Pizza (2021), tuttavia i due film hanno in comune alcuni dei punti di forza: il direttore della fotografia è di nuovo Michael Bauman, che qui fa un lavoro di notevole bellezza, e la colonna sonora è composta da Jonny Greenwood dei Radiohead, alla sua sesta collaborazione con Thomas Anderson.

    Questa produzione inoltre ha potuto contare su un budget decisamente più alto: circa 150 milioni di dollari, contro i 40 milioni per Licorice Pizza. I temi principali sono ispirati al romanzo Vineland di Thomas Pynchon (1990), adattati al contesto contemporaneo.

    Giovani e vecchi soldati

    Ci troviamo in California del sud, dove opera il gruppo rivoluzionario French 75. Pat Calhoun, detto “Ghetto Pat” (Leonardo Di Caprio), e Perfidia “Beverly Hills” (Teyana Taylor) sono amanti. In seguito a eventi di cui non vogliamo rovinarvi la sorpresa, Pat cresce la figlia Charlene (Chase Infiniti) da solo nella città-santuario di Baktun Cross, sotto le false identità di Bob e Willa Ferguson. Tenta disperatamente di tenerla lontana dalla militanza e da qualunque legame con il passato, fino al giorno in cui il capitano Steven Lockjaw (Sean Penn), nemico storico del gruppo, torna a cercarli. I membri superstiti del French 75 intervengono con il piano di emergenza concordato sedici anni prima, ma Bob/Pat ha, per usare un eufemismo, alcune difficoltà a rientrare con efficacia nel suo vecchio ruolo.

    Intorno ai protagonisti si avvicendano una serie di personaggi che rappresentano praticamente qualunque comunità sia stata oggetto di dibattito negli USA di recente, dai coetanei queer di Charlene/Willa al Sensei Sergio (Benicio Del Toro), che ospita in casa propria le famiglie migranti. Meritano una menzione a parte le suore e i membri della setta suprematista “Christmas Adventurers Club”, nel doppiaggio italiano “Pionieri del Natale”. Se la sensazione che vi dà questo nome è di star guardando le truppe del Sergente Hartman marciare sulla sigla di Topolino, avete colto lo spirito.

    L’ironia, che non risparmia nessuno e nessuna parte politica, serve ad offrire alcuni apprezzatissimi momenti di leggerezza e dare spessore a quella che è in realtà una constatazione molto amara riguardo il clima di violenza contemporaneo, le ideologie che riprendono piede e la reale condizione delle cittadine statunitensi lungo il confine messicano. La tensione è continua: la fuga personale del protagonista si intreccia con quella dell’intera comunità durante un raid della migra, la polizia di frontiera, e il lungometraggio rispetta tutti i canoni dell’action thriller. Ci sono gli scontri, i plot twist, il climax e anche un paio di classicissimi inseguimenti in macchina, resi spettacolari dalla qualità della fotografia. L’energia scorre fin dalla prima scena e rimane costante, fatto non scontato per una pellicola che dura quasi tre ore. Perfidia, che è il primo personaggio a comparire, incarna tutte le declinazioni di questa energia: la rabbia ma anche la determinazione, l’imprevedibilità del caos, il desiderio.

    In che anno siamo?

    Dentro a questa cornice si sviluppa a mò di filo rosso il commovente rapporto padre-figlia tra i protagonisti. Non si arriva mai a una particolare introspezione, che in una sceneggiatura di questo tipo naturalmente non trova spazio, ma sia il conflitto interiore di Pat/Bob che il percorso di scoperta di lei traspaiono perfettamente in ogni scena. La ragazza passa dall’avere un’idea distorta delle proprie origini, al mettere insieme i pezzi e poi a prendere in mano attivamente la propria storia, senza cadere mai nel didascalico. Questo ha sicuramente contribuito alla coesione del prodotto finale e alla carica emotiva delle ultime scene. Mentre il padre arranca letteralmente dietro Charlene/Willa, Una battaglia dopo l’altra rivolge anche al pubblico le domande in codice che i personaggi si ripetono in più occasioni: Che ore sono? Chi sei? Ovvero in che anno siamo, cosa sta succedendo, chi vuoi essere davvero tra tutti questi personaggi possibili. Thomas Anderson sembra aver intercettato perfettamente le motivazioni del risentimento dei più giovani davanti al caos che pervade quest’epoca, insieme al senso di impotenza di tutti. Il più grande incubo di un padre ex rivoluzionario non è il fallimento, è crescere una figlia nel mondo che viene dopo.

    Paul Thomas Anderson con questo film dimostra ancora una volta una innegabile abilità tecnica ma anche la capacità di continuare a evolvere il proprio linguaggio. Una battaglia dopo l’altra finora è il suo esempio migliore di entrambe.

    Federica Rossi,
    Redattrice.
  • Recensione La Trama Fenicia – Il solito Wes Anderson

    Il nuovo film di Wes Anderson è la classica riproposizione del suo cinema, ma è sicuramente meglio dei suoi ultimi lavori

    Wes Anderson torna a Cannes per la terza volta consecutiva portandosi dietro il suo solito pulmino di star di Hollywood da scaricare sul tappeto rosso della Croisette. Letteralmente. Così come con The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun nel 2021 e Asteroid City se ne torna a casa senza premi. 
    La Trama Fenicia è un film in pieno stile del regista texano, meno bulimico e discontinuo di The French Dispatch e grazie al cielo meno noioso di Asteroid City, ma siamo lontanissimi dalle sue opere migliori. Non c’è quel virtuosismo ancora non radicale di Rushmore, la follia luminosa di Fantastic Mr. Fox, quel grandissimo romanticismo di Moonrise Kingdom. Però almeno si ride. E ormai bisogna accettarlo: al suo dodicesimo lungometraggio, tredicesimo considerando il progetto Henry Sugar per Netflix che ha fruttato a Wes l’Oscar al Miglior Cortometraggio, è evidente che ad Anderson non interessa minimamente cambiare
    Zsa-Zsa Korda (Benicio del Toro) è un riccone mitteleuropeo che oscilla sul confine tra legalità e illegalità. Dopo essere sopravvissuto a tre mogli e a numerosi attentati con altrettante esperienze premorte decide di nominare sua unica erede, nonostante nove figli maschi, la sua unica figlia, Liesl (Mia Threapleton), intenzionata però a diventare suora. I due, accompagnati dall’entomologo Bjørn (Michael Cera), intraprenderanno un’avventura per convincere i nebulosi soci del padre ad investire nel suo ambizioso progetto immobiliare. 

    È fondamentalmente un errore da parte dello spettatore aspettarsi suoi nuovi film di Anderson delle rotture radicali con il suo stile. Anche qui abbiamo colori pastello, macchina fissa, trame intricate e suddivise in capitoli per raccontare storie di famiglie ricche e disfunzionali, recitazione apparentemente fredda e distaccata da parte di un cast che sembra un album di figurine di star di Hollywood, e soprattutto la solita, caramellosa simmetria. La fotografia di Bruno Delbonnel, subentrato al sempre presente Robert Yeoman, non va sicuramente su terreni inesplorati, che per Anderson potrebbero essere pure delle semplici camere a mano. Il livello di maniacalità simmetrica è probabilmente secondo solo a quello di Grand Budapest Hotel (Gran Premio della Giuria a Berlino e ad oggi unico premio conquistato da Anderson in un grande festival).

    Il film prova a parlarci della banalità della violenza, del tradimento, della sopraffazione, dell’ipocrisia morale, etica e religiosa, dell’odio intrafamiliare ma è tutto appena abbozzato. 
    Finalmente troviamo qualche guizzo in più nei momenti umoristici come nella partita di basket. Il trio di protagonisti è ben assortito e funziona ma lo stesso non si può dire del cattivo del film, lo zio Nubar, interpretato da un Benedict Cumberbatch ridicolo e visibilmente a disagio. Alcuni cameo sono azzeccati (Tom Hanks, Bryan Cranston, Mathieu Amalric), altri molto meno e sembrano semplicemente il gettone di presenza degli immancabili (Scarlett Johansson, Willem Dafoe, Bill Murray). 

    Questa fase della carriera di Wes Anderson appare sempre più accartocciata su sé stessa, sulla volontà di mostrare sempre e comunque le stesse cose nello stesso modo e adesso che la cosiddetta Wes Anderson fatigue ha affetto anche i suoi ammiratori più accaniti, viene da chiedersi: ma perché qualcuno dovrebbe voler continuare a vedere questi film?

    Nicolò Cretaro,
    Redattore.
  • Recensione L’ultima notte di Amore – Il ritorno del noir italiano

    type=”flex” hundred_percent=”no” hundred_percent_height=”no” min_height_medium=”” min_height_small=”” min_height=”” hundred_percent_height_scroll=”no” align_content=”stretch” flex_align_items=”flex-start” flex_justify_content=”flex-start” flex_column_spacing=”” hundred_percent_height_center_content=”yes” equal_height_columns=”no” container_tag=”div” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” status=”published” publish_date=”” class=”” id=”” spacing_medium=”” margin_top_medium=”” margin_bottom_medium=”” spacing_small=”” margin_top_small=”” margin_bottom_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_dimensions_medium=”” padding_top_medium=”” padding_right_medium=”” padding_bottom_medium=”” padding_left_medium=”” padding_dimensions_small=”” padding_top_small=”” padding_right_small=”” padding_bottom_small=”” padding_left_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” link_color=”” link_hover_color=”” border_sizes=”” border_sizes_top=”” border_sizes_right=”” border_sizes_bottom=”” border_sizes_left=”” border_color=”” border_style=”solid” border_radius_top_left=”” border_radius_top_right=”” border_radius_bottom_right=”” border_radius_bottom_left=”” box_shadow=”no” box_shadow_vertical=”” box_shadow_horizontal=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” z_index=”” overflow=”” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” skip_lazy_load=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_blend_mode=”none” video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” video_preview_image=”” pattern_bg=”none” pattern_custom_bg=”” pattern_bg_color=”” pattern_bg_style=”default” pattern_bg_opacity=”100″ pattern_bg_size=”” pattern_bg_blend_mode=”normal” mask_bg=”none” mask_custom_bg=”” mask_bg_color=”” mask_bg_accent_color=”” mask_bg_style=”default” mask_bg_opacity=”100″ mask_bg_transform=”left” mask_bg_blend_mode=”normal” render_logics=”” absolute=”off” absolute_devices=”small,medium,large” sticky=”off” sticky_devices=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_background_color=”” sticky_height=”” sticky_offset=”” sticky_transition_offset=”0″ scroll_offset=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_color=”” animation_speed=”0.3″ animation_delay=”0″ animation_offset=”” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ align_self=”auto” content_layout=”column” align_content=”flex-start” valign_content=”flex-start” content_wrap=”wrap” spacing=”” center_content=”no” column_tag=”div” link=”” target=”_self” link_description=”” min_height=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” type_medium=”” type_small=”” order_medium=”0″ order_small=”0″ dimension_spacing_medium=”” dimension_spacing_small=”” dimension_spacing=”” dimension_margin_medium=”” dimension_margin_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_medium=”” padding_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” hover_type=”none” border_sizes=”” border_color=”” border_style=”solid” border_radius=”” box_shadow=”no” dimension_box_shadow=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” z_index_subgroup=”regular” z_index=”” z_index_hover=”” overflow=”” background_type=”single” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_image_id=”” lazy_load=”avada” skip_lazy_load=”” background_position=”left top” background_repeat=”no-repeat” background_blend_mode=”none” render_logics=”” sticky=”off” sticky_devices=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_offset=”” absolute=”off” absolute_props=”” filter_type=”regular” filter_hover_element=”self” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″ transform_type=”regular” transform_hover_element=”self” transform_scale_x=”1″ transform_scale_y=”1″ transform_translate_x=”0″ transform_translate_y=”0″ transform_rotate=”0″ transform_skew_x=”0″ transform_skew_y=”0″ transform_scale_x_hover=”1″ transform_scale_y_hover=”1″ transform_translate_x_hover=”0″ transform_translate_y_hover=”0″ transform_rotate_hover=”0″ transform_skew_x_hover=”0″ transform_skew_y_hover=”0″ transform_origin=”” transition_duration=”300″ transition_easing=”ease” transition_custom_easing=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_color=”” animation_speed=”0.3″ animation_delay=”0″ animation_offset=”” last=”true” border_position=”all” first=”true”][fusion_text columns=”” column_min_width=”” column_spacing=”” rule_style=”” rule_size=”” rule_color=”” hue=”” saturation=”” lightness=”” alpha=”” content_alignment_medium=”” content_alignment_small=”” content_alignment=”justify” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” margin_top=”” margin_right=”” margin_bottom=”” margin_left=”” fusion_font_family_text_font=”” fusion_font_variant_text_font=”” font_size=”” line_height=”” letter_spacing=”” text_transform=”” text_color=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_color=”” animation_speed=”0.3″ animation_delay=”0″ animation_offset=””]

    Una lunga panoramica di Milano, accompagnata dai titoli di testa e dalle musiche di Santi Pulvirenti, apre il terzo film di Andrea Di Stefano, già regista di Escobar con protagonista Benicio Del Toro e The Informer – Tre secondi per sopravvivere, realizzato con un cast internazionale. L’ultima notte di Amore, presentato durante l’ultimo Festival di Berlino,  narra la storia del poliziotto Franco Amore, che si dice essere Amore di nome e di fatto. Giunto ormai all’ultima notte di servizio prima della pensione, come prevede ogni buon film di genere che si rispetti, verrà coinvolto in una serie di avvenimenti che renderanno quella notte più lunga e difficile di quanto lui avrebbe mai potuto immaginare, mettendo in pericolo tutto ciò che gli è più caro.

    Per questo ritorno in patria Di Stefano si affida al talento di Pierfrancesco Favino, realizzando un noir ambientato in una Milano che viene presentata come se fosse New York. Una città mostrata sin dall’inizio nei suoi chiaroscuri, con i contrasti tra le luci delle strade e il buio degli edifici e del nero degli indumenti indossati dai protagonisti. Delle contrapposizioni visive che accompagneranno lo spettatore per tutto il film e che caratterizzeranno la lunga notte che il poliziotto Amore dovrà affrontare, le scelte che dovrà compiere, che pongono più di un quesito etico e che comportano nelle loro conseguenze sempre dei chiari e degli scuri. La scelta di ambientare la vicenda a Milano non è casuale, non solo perché il capoluogo lombardo è la città più internazionale d’Italia, ma anche perché è stata la scenografia di alcuni dei migliori polizieschi della storia del cinema italiano come Milano Calibro 9 e La mala ordina di Ferdinando Di Leo, film che Di Stefano omaggia e usa come ispirazione, pur cercando di innovare e mettere in scena un noir italiano come non si vedeva da tempo. Questa rielaborazione del passato viene sottolineata dalle parole di Favino riferite alle macchine usate durante il film e che suonano quasi come metacinematografiche in termini di innovazione: “incredibile la tecnologia di queste macchine nuove”. Pur dipingendo una Milano meno violenta e decadente rispetto ai film di Di Leo, la città, esattamente come nei film del regista pugliese, viene mostrata nella sua continua evoluzione economica in cui un ruolo importante è giocato dalla corruzione e dal marciume della criminalità.

    Di Stefano costruisce perfettamente la discesa nell’incubo metropolitano di Amore, con un sapiente uso del flashback in grado di ribaltare il significato delle immagini viste in precedenza. Il protagonista, interpretato da un sempre straordinario Pierfrancesco Favino, è di fatto un uomo buono, che in “35 anni di onorato servizio non ha mai sparato”, come viene spesso sottolineato durante il film. Una persona a suo modo anche ingenua, fattore che gli ha impedito di fare carriera all’interno della polizia, che ha fiducia nella parola delle persone e per questo accetta incarichi senza davvero sapere a cosa stia andando incontro, pur di racimolare qualche soldo in più. Mansioni a cui viene spinto da tutte le persone che lo circondano, in primis la moglie Viviana, interpretata da una brava Linda Caridi, che vedono nella figura di Amore la possibilità di un riscatto sociale ed economico. Un’ingenuità che viene sfruttata tuttavia per incastrare il protagonista, durante la sua ultima notte prima del congedo della pensione, e che accompagnerà Amore fino al termine della pellicola, in cui crede davvero di poter assistere ad una nuova alba nella sua vita, con un finale aperto che sembra tuttavia indicare come alla fine saranno sempre gli strati meno abbienti della società a pagare per tutti, perdendo tutto ciò che gli è più caro, e che non è concesso loro sognare un altro stile di vita diverso da quello a cui appartengono per nascita.

    Nonostante quasi tutto il film sia ambientato all’aperto, la forza della pellicola è quella di mettere in scena la maggior parte degli eventi in un luogo solo ovvero nel sottopassaggio di uno svincolo autostradale, dove tutti i personaggi progressivamente interagiscono, creando un thriller “da camera” e aumentando notevolmente la tensione, creando situazioni pronte a esplodere da un momento all’altro. Un microcosmo illuminato dalle luci della polizia e delle strade, dove piano a piano l’incubo prende forma. Di Stefano attualizza il noir rispetto ai film di Di Leo tenendo conto di come la città sia cambiata in cinquant’anni, coinvolgendo attività criminali da parte dei cinesi e costruendo un intreccio notevole con tanto di colpi di scena ben orchestrati. Nelle poche scene di sole il cambio di atmosfera viene accentuato dai cambi del clima e di conseguenza della fotografia, con una variazione verso il grigio durante i dialoghi che trasmettono tensione, a sottolineare l’arrivo imminente di una tempesta. 

    Un plauso speciale va fatto alle musiche di Santi Pulvirenti, molto coerenti con il tono del film, mentre ancora una volta si ritrovano diverse problematiche nella presa diretta e nel montaggio sonoro, con alcuni dialoghi al limite del comprensibile come purtroppo spesso accade nelle produzioni italiane. All’interno della pellicola il regista sfrutta anche la rivalità tra polizia e carabinieri e mette in mostra il marcio presente in entrambi gli schieramenti, sempre pronti a negare e a difendere a spada tratta i propri colleghi per partito preso. Se questo film possa dare nuova linfa vitale al genere noir in Italia è ancora presto per dirlo, ma opere come questa sono la dimostrazione di come il cinema italiano sia in continua evoluzione e sia in grado di produrre ottimi film di genere che risultano essere grandi opere in senso assoluto.

    [fusion_separator style_type="single solid" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" flex_grow="0" top_margin="5" bottom_margin="45" width="" height="20" alignment="center" border_size="2" weight="" amount="" sep_color="#a13600" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" icon="" icon_size="" icon_color="" icon_circle="" icon_circle_color="" /] type="flex" hundred_percent="no" hundred_percent_height="no" min_height_medium="" min_height_small="" min_height="" hundred_percent_height_scroll="no" align_content="stretch" flex_align_items="flex-start" flex_justify_content="flex-start" flex_column_spacing="" hundred_percent_height_center_content="yes" equal_height_columns="no" container_tag="div" menu_anchor="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" status="published" publish_date="" class="" id="" spacing_medium="" margin_top_medium="" margin_bottom_medium="" spacing_small="" margin_top_small="" margin_bottom_small="" margin_top="" margin_bottom="" padding_dimensions_medium="" padding_top_medium="" padding_right_medium="" padding_bottom_medium="" padding_left_medium="" padding_dimensions_small="" padding_top_small="" padding_right_small="" padding_bottom_small="" padding_left_small="" padding_top="" padding_right="" padding_bottom="" padding_left="" link_color="" link_hover_color="" border_sizes="" border_sizes_top="" border_sizes_right="" border_sizes_bottom="" border_sizes_left="" border_color="" border_style="solid" border_radius_top_left="" border_radius_top_right="" border_radius_bottom_right="" border_radius_bottom_left="" box_shadow="no" box_shadow_vertical="" box_shadow_horizontal="" box_shadow_blur="0" box_shadow_spread="0" box_shadow_color="" box_shadow_style="" z_index="" overflow="" gradient_start_color="" gradient_end_color="" gradient_start_position="0" gradient_end_position="100" gradient_type="linear" radial_direction="center center" linear_angle="180" background_color="" background_image="" skip_lazy_load="" background_position="center center" background_repeat="no-repeat" fade="no" background_parallax="none" enable_mobile="no" parallax_speed="0.3" background_blend_mode="none" video_mp4="" video_webm="" video_ogv="" video_url="" video_aspect_ratio="16:9" video_loop="yes" video_mute="yes" video_preview_image="" pattern_bg="none" pattern_custom_bg="" pattern_bg_color="" pattern_bg_style="default" pattern_bg_opacity="100" pattern_bg_size="" pattern_bg_blend_mode="normal" mask_bg="none" mask_custom_bg="" mask_bg_color="" mask_bg_accent_color="" mask_bg_style="default" mask_bg_opacity="100" mask_bg_transform="left" mask_bg_blend_mode="normal" render_logics="" absolute="off" absolute_devices="small,medium,large" sticky="off" sticky_devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_background_color="" sticky_height="" sticky_offset="" sticky_transition_offset="0" scroll_offset="0" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0"][fusion_builder_row][fusion_builder_column type="1_6" layout="2_3" align_self="auto" content_layout="column" align_content="flex-start" valign_content="flex-start" content_wrap="wrap" spacing="" center_content="no" column_tag="div" link="" target="_self" link_description="" min_height="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" type_medium="" type_small="" order_medium="0" order_small="0" dimension_spacing_medium="" dimension_spacing_small="" dimension_spacing="" dimension_margin_medium="" dimension_margin_small="" margin_top="" margin_bottom="" padding_medium="" padding_small="" padding_top="" padding_right="" padding_bottom="" padding_left="" hover_type="none" border_sizes="" border_color="" border_style="solid" border_radius="" box_shadow="no" dimension_box_shadow="" box_shadow_blur="0" box_shadow_spread="0" box_shadow_color="" box_shadow_style="" z_index_subgroup="regular" z_index="" z_index_hover="" overflow="" background_type="single" gradient_start_color="" gradient_end_color="" gradient_start_position="0" gradient_end_position="100" gradient_type="linear" radial_direction="center center" linear_angle="180" background_color="" background_image="" background_image_id="" lazy_load="avada" skip_lazy_load="" background_position="left top" background_repeat="no-repeat" background_blend_mode="none" render_logics="" sticky="off" sticky_devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_offset="" absolute="off" absolute_props="" filter_type="regular" filter_hover_element="self" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0" transform_type="regular" transform_hover_element="self" transform_scale_x="1" transform_scale_y="1" transform_translate_x="0" transform_translate_y="0" transform_rotate="0" transform_skew_x="0" transform_skew_y="0" transform_scale_x_hover="1" transform_scale_y_hover="1" transform_translate_x_hover="0" transform_translate_y_hover="0" transform_rotate_hover="0" transform_skew_x_hover="0" transform_skew_y_hover="0" transform_origin="" transition_duration="300" transition_easing="ease" transition_custom_easing="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" last="false" border_position="all" first="true" spacing_right=""][fusion_imageframe image_id="10150|full" aspect_ratio="" custom_aspect_ratio="100" aspect_ratio_position="" skip_lazy_load="" lightbox="no" gallery_id="" lightbox_image="" lightbox_image_id="" alt="" link="" linktarget="_self" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" max_width="117px" sticky_max_width="" align_medium="none" align_small="none" align="right" mask="" custom_mask="" mask_size="" mask_custom_size="" mask_position="" mask_custom_position="" mask_repeat="" style_type="" blur="" stylecolor="" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" hover_type="none" margin_top_medium="" margin_right_medium="" margin_bottom_medium="" margin_left_medium="" margin_top_small="" margin_right_small="" margin_bottom_small="" margin_left_small="" margin_top="32" margin_right="" margin_bottom="" margin_left="" bordersize="" bordercolor="" borderradius="" z_index="" caption_style="off" caption_align_medium="none" caption_align_small="none" caption_align="none" caption_title="" caption_text="" caption_title_tag="2" fusion_font_family_caption_title_font="" fusion_font_variant_caption_title_font="" caption_title_size="" caption_title_line_height="" caption_title_letter_spacing="" caption_title_transform="" caption_title_color="" caption_background_color="" fusion_font_family_caption_text_font="" fusion_font_variant_caption_text_font="" caption_text_size="" caption_text_line_height="" caption_text_letter_spacing="" caption_text_transform="" caption_text_color="" caption_border_color="" caption_overlay_color="" caption_margin_top="" caption_margin_right="" caption_margin_bottom="" caption_margin_left="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0"]https://framescinemawebzine.com/wp-content/uploads/2023/03/5-1.png[/fusion_imageframe][fusion_builder_column type="1_3" layout="5_6" align_self="flex-start" content_layout="column" align_content="flex-start" valign_content="flex-start" content_wrap="wrap" spacing="" center_content="no" column_tag="div" link="" target="_self" link_description="" min_height="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" background_image_id="" type_medium="" type_small="" order_medium="0" order_small="0" spacing_left_medium="" spacing_right_medium="" spacing_left_small="" spacing_right_small="" spacing_left="" spacing_right="" margin_top_medium="" margin_bottom_medium="" margin_top_small="" margin_bottom_small="" margin_top="" margin_bottom="" padding_top_medium="" padding_right_medium="" padding_bottom_medium="" padding_left_medium="" padding_top_small="" padding_right_small="" padding_bottom_small="" padding_left_small="" padding_top="" padding_right="" padding_bottom="" padding_left="" hover_type="none" border_sizes_top="" border_sizes_right="" border_sizes_bottom="" border_sizes_left="" border_color="" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" border_style="solid" border_radius_top_left="" border_radius_top_right="" border_radius_bottom_right="" border_radius_bottom_left="" box_shadow="no" box_shadow_vertical="" box_shadow_horizontal="" box_shadow_blur="0" box_shadow_spread="0" box_shadow_color="" box_shadow_style="" z_index_subgroup="regular" z_index="" z_index_hover="" overflow="" background_type="single" gradient_start_color="" gradient_end_color="" gradient_start_position="0" gradient_end_position="100" gradient_type="linear" radial_direction="center center" linear_angle="180" background_color="" background_image="" lazy_load="avada" skip_lazy_load="" background_position="left top" background_repeat="no-repeat" background_blend_mode="none" render_logics="" sticky="off" sticky_devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_offset="" absolute="off" absolute_top="" absolute_right="" absolute_bottom="" absolute_left="" filter_type="regular" filter_hover_element="self" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0" transform_type="regular" transform_hover_element="self" transform_scale_x="1" transform_scale_y="1" transform_translate_x="0" transform_translate_y="0" transform_rotate="0" transform_skew_x="0" transform_skew_y="0" transform_origin="" transform_scale_x_hover="1" transform_scale_y_hover="1" transform_translate_x_hover="0" transform_translate_y_hover="0" transform_rotate_hover="0" transform_skew_x_hover="0" transform_skew_y_hover="0" transition_duration="300" transition_easing="ease" transition_custom_easing="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" last="true" border_position="all" first="false"][fusion_text columns="" column_min_width="" column_spacing="" rule_style="" rule_size="" rule_color="" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" content_alignment_medium="" content_alignment_small="" content_alignment="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" margin_top="" margin_right="" margin_bottom="" margin_left="" fusion_font_family_text_font="" fusion_font_variant_text_font="" font_size="" line_height="" letter_spacing="" text_transform="" text_color="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset=""]

    Luca Orusa,
    Segretario e Tesoriere, caporedattore.
  • RECENSIONE THE FRENCH DISPATCH – IL TRIONFO VISIVO DI WES ANDERSON

    type=”flex” hundred_percent=”no” hundred_percent_height=”no” min_height=”” hundred_percent_height_scroll=”no” align_content=”stretch” flex_align_items=”flex-start” flex_justify_content=”flex-start” flex_column_spacing=”” hundred_percent_height_center_content=”yes” equal_height_columns=”no” container_tag=”div” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” status=”published” publish_date=”” class=”” id=”” spacing_medium=”” margin_top_medium=”” margin_bottom_medium=”” spacing_small=”” margin_top_small=”” margin_bottom_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_dimensions_medium=”” padding_top_medium=”” padding_right_medium=”” padding_bottom_medium=”” padding_left_medium=”” padding_dimensions_small=”” padding_top_small=”” padding_right_small=”” padding_bottom_small=”” padding_left_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” link_color=”” link_hover_color=”” border_sizes=”” border_sizes_top=”” border_sizes_right=”” border_sizes_bottom=”” border_sizes_left=”” border_color=”” border_style=”solid” box_shadow=”no” box_shadow_vertical=”” box_shadow_horizontal=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” z_index=”” overflow=”” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_blend_mode=”none” video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” video_preview_image=”” render_logics=”” absolute=”off” absolute_devices=”small,medium,large” sticky=”off” sticky_devices=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_background_color=”” sticky_height=”” sticky_offset=”” sticky_transition_offset=”0″ scroll_offset=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ align_self=”auto” content_layout=”column” align_content=”flex-start” valign_content=”flex-start” content_wrap=”wrap” spacing=”” center_content=”no” link=”” target=”_self” min_height=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” type_medium=”” type_small=”” order_medium=”0″ order_small=”0″ dimension_spacing_medium=”” dimension_spacing_small=”” dimension_spacing=”” dimension_margin_medium=”” dimension_margin_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_medium=”” padding_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” hover_type=”none” border_sizes=”” border_color=”” border_style=”solid” border_radius=”” box_shadow=”no” dimension_box_shadow=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” background_type=”single” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_image_id=”” background_position=”left top” background_repeat=”no-repeat” background_blend_mode=”none” render_logics=”” filter_type=”regular” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” last=”no” border_position=”all”][fusion_text columns=”” column_min_width=”” column_spacing=”” rule_style=”default” rule_size=”” rule_color=”” content_alignment_medium=”” content_alignment_small=”” content_alignment=”justify” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” margin_top=”” margin_right=”” margin_bottom=”” margin_left=”” font_size=”” fusion_font_family_text_font=”” fusion_font_variant_text_font=”” line_height=”” letter_spacing=”” text_color=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=””]

    Il più atteso film di questo inverno è l’ultimo lavoro di Wes Anderson, un racconto a episodi in cui la tragica morte del caporedattore di un giornale dà l’occasione di ripubblicare i suoi articoli di maggior successo per celebrarlo. Bill Murray interpreta Arthur Howitzer Jr., capo e coordinatore dei giornalisti della rivista “The french dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun”. L’attore feticcio di Wes Anderson è il protagonista di una cornice che apre il film e racchiude i diversi episodi narrativi che costituiscono la trama: si tratta di un romanzo a episodi, dati da ognuna delle storie ripubblicate.

    Il giornale di questo film, che ha sede nella cittadina francese immaginaria di Ennui, di cui le riprese sono state realizzate ad Angoulème, è un chiaro riferimento al New Yorker, periodico statunitense molto amato dal regista e celebre per uno stile giornalistico spesso al limite della narrativa.

    Il racconto della città di Ennui in un confronto tra passato e presente (opera di un giornalista interpretato da Owen Wilson), la storia di un commerciante d’arte (Adrien Brody) che nota del potenziale in un detenuto (Benicio del Toro), un movimento giovanile rivoluzionario (Timothée Chalamet) e una narrazione di droghe, mistero e cucina (Jeffrey Wright) sono le diverse vicende che ci vengono presentate.

    Lo stile del regista è riconfermato: inquadrature simmetriche al cui interno personaggi e oggetti vengono perfettamente orchestrati, protagonisti dal sapore melanconico ma dotati di un’ironia elegante, e stavolta ai caratteristici colori pastello si aggiunge anche un gioco col bianco e nero, con cambi repentini che sorprendono ma affascinano, in grado di rappresentare la trasposizione in immagini degli articoli.

    Il film rischia di risultare a tratti pesante da seguire poiché ricolmo di elementi a cui prestare attenzione. Una sovrabbondanza di dettagli, data anche dalla divisione delle trame, a volte fa in modo che la narrazione sia poco entusiasmante, nell’ultimo episodio soprattutto. Tuttavia con un cast d’eccezione, una colonna sonora degna di nota, il tipico stile di Wes Anderson e il non indifferente contributo dell’episodio di Chalamet il film riesce sicuramente a distinguersi. Adrien Brody, Benicio del Toro, Léa Seydoux,  Timothée Chalamet, Jeffrey Wright, Tilda Swinton, Willem Dafoe, Saoirse Ronan e Frances McDormand sono solo alcuni dei nomi presenti. 

    Che The french dispatch rappresenti l’apice della carriera del regista Texano sembra essere opinione comune ormai, ma un’affermazione del genere in rapporto alla qualità effettiva del film richiede un’analisi maggiore.

    Cosa rende tale un film di Wes Anderson?

    Elementi caratteristici ormai entrati nella cultura popolare sono i suoi dettagli reiterati a livello stilistico. The french dispatch è il trionfo visivo del mondo interiore del regista portato alla sua estrema realizzazione. Tuttavia il suo cinema non si limita a questo. Spesso accusato di riproporre sempre gli stessi personaggi, il regista non ha mai negato la veridicità di questa critica. Proprio in questo film invece ci si discosta lievemente dalla parte più “profonda” del suo stile. La narrazione episodica rende impossibile scavare all’interno dei personaggi per portare progressivamente e delicatamente fuori i traumi e dolori passati che li hanno resi quelli che sono. Il passo che si compie oltre la maschera di ironia ed eleganza è minimo. Questo non è necessariamente un elemento negativo, ma porta solo il film a rientrare all’interno di altri canoni. Quindi è certamente il film più wesandersoniano della carriera del regista da un punto di vista visivo, ma una valutazione della sua opera solo da questa prospettiva risulta estremamente riduttiva.

    [fusion_separator style_type="single solid" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" flex_grow="0" top_margin="5" bottom_margin="45" width="" alignment="center" border_size="2" sep_color="#a13600" icon="" icon_size="" icon_color="" icon_circle="" icon_circle_color="" /][fusion_testimonials design="classic" navigation="no" speed="" backgroundcolor="" textcolor="" random="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" class="" id=""][fusion_testimonial name="Gaia Fanelli" avatar="image" image="https://framescinemawebzine.com/wp-content/uploads/2021/04/frames-cinema.com8_.png" image_id="1651|full" image_border_radius="" company="Redattrice" link="https://www.framescinema.com/redazione-gaia-fanelli" target="_blank"]

    Questo articolo è stato scritto da:

    [/fusion_testimonial][/fusion_testimonials]