Tag: Emilio Mercanti

  • Recensione Quello che resta di noi: tra il giallo e il reality

    Recensione Quello che resta di noi: tra il giallo e il reality

    Sette ragazzi si trovano chiusi in un’antica villa di campagna, dove il telefono non prende, ogni stanza sembra uscita da un antiquario o un museo, dallo scantinato provengono strani rumori e si dice che il leggendario fantasma di una contessa sia a piede libero. Per caso siamo davanti a qualcosa che potrebbe svolgersi sul tabellone di Cluedo? Non vi resta che oltrepassare la soglia della villa per scoprirlo.

    Caccia al tesoro

    Quello che resta di noi è l’ultimo film di Emilio Mercanti, alla regia in collaborazione con Simone Riccioni, uscito al cinema lo scorso giovedì 29 ottobre. A un primo sguardo sembra di trovarsi davanti alla versione italiana di un Cluedo, ma presto scopriamo che i sette ragazzi chiusi nella misteriosa villa di campagna devono cercare degli indizi nascosti, in una caccia al tesoro per vincere una somma di denaro niente male. Tra battibecchi, occhi dolci e congegni acchiappafantasmi, pian piano protagonisti e pubblico si accorgono che nulla è davvero come sembra, che il buon Francesco Pannofino somiglia sempre di più a una sorta di enigmista che a una semplice voce narrante.

    I sette protagonisti, pur non essendo molto approfonditi, formano un gruppetto molto divertente da seguire nello svelamento dei misteri della villa: sono un po’ le nostre pedine del gioco da tavolo, che si aggirano tra stanze buie, corridoi pieni di passaggi segreti, nella costante sensazione di essere osservati da qualcuno. Non è detto che realtà e spettacolo non possano fondersi all’improvviso. E se ogni angolo della casa avesse una telecamera? Chi si trova dall’altra parte e perché sta facendo tutto questo?

    Una regia intrigante

    Ciò che colpisce di Quello che resta di noi, al di là della storia raccontata, è l’aspetto tecnico. L’ambientazione è costruita nei minimi dettagli, con moltissima cura e attenzione ai particolari, tanto che è facile anche per lo spettatore perdersi nel groviglio di stanza ricchissime di oggetti antichi. Ne risulta un ambiente oscuro e misterioso, in cui le ombre nascondono figure e segreti, ma anche un luogo quasi familiare, con quei soprammobili che si potrebbero trovare nelle case delle nostre nonne.

    Ancora, la regia di Mercanti e Riccioni (quest’ultimo anche interprete di uno dei protagonisti) merita qualche parola speciale. Grazie a curiosi movimenti di macchina e inquadrature ben studiate nella composizione e nel posizionamento dei personaggi, il racconto acquista fluidità e il pubblico riesce a trovarsi catapultato nell’azione, man mano che la misteriosa caccia al tesoro si trasforma in qualcosa di più grande.

    Quello che resta di noi fonde commedia e giallo, con un pizzico di metacinema, in un racconto godibile e divertente, pur essendo piuttosto semplice nella trama e nei personaggi. L’ambientazione e la regia catturano fin da subito, e costruiscono pezzo per pezzo un film di intrattenimento efficace, con qualche riflessione, sempre attuale, sulla tendenza a rendere tutto uno spettacolo distruggendo ogni rapporto umano.

    Renata Capanna

    Redattrice