Fin dalla sua prima apparizione, il Mandaloriano si è imposto come uno dei personaggi più riusciti dell’universo contemporaneo di Star Wars e, mi sento di dire, dell’intera saga. Al centro della serie vi era la trasformazione del cacciatore di taglie da figura fredda e distaccata a figura paterna disposta a tutto pur di proteggere Grogu, mostrando come quel legame inaspettato arrivasse progressivamente a mettere in discussione le sue convinzioni e il credo stesso su cui aveva costruito la propria identità.
Parte della forza del personaggio risiedeva proprio nella costruzione della sua iconografia. Jon Favreau dà vita al Mandaloriano guardando apertamente tanto al western (classico e leoniano) quanto al jidai-geki giapponese, rendendo il mistero attorno alle sue origini e al suo passato parte integrante dell’essenza del personaggio: l’armatura impenetrabile, il casco che, secondo il credo dei Mandaloriani, non può essere rimosso e che diventa così uno degli elementi narrativi più potenti della serie. E la voce di Pedro Pascal, capace di restituire la freddezza del cacciatore di taglie e la progressiva emersione della sua emotività.
Dopo tre stagioni che ne hanno progressivamente allargato il mondo – e due episodi ospiti in The Book of Boba Fett – Din Djarin e Grogu compiono il loro tanto atteso salto sul grande schermo, diretti dal loro stesso creatore, Jon Favreau.
La Nuova Repubblica, a caccia degli ultimi signori della guerra imperiali, affida a Din Djarin e Grogu una missione che li porterà nel territorio del sindacato criminale degli Hutt. Per ottenere le informazioni necessarie, il Mandaloriano dovrà fare i conti con l’eredità di Jabba e il destino di suo figlio, Rotta.
La serie televisiva si reggeva su una struttura narrativa episodica, in cui il modello della “missione” permetteva di alternare registri e situazioni mantenendo però una chiara evoluzione emotiva di fondo. Un equilibrio che, però, non necessariamente trova una trasposizione efficace sul grande schermo. Come già accaduto nell’ultimo capitolo dell’universo di Star Wars, L’ascesa di Skywalker (2019), la struttura a missioni rivela tutti i suoi limiti quando si scontra con i tempi di una narrazione cinematografica, in quanto punta a frammentarne il ritmo indebolendo la progressione drammatica.
The Mandalorian & Grogusi presenta allo spettatore come un film, ma nei fatti si rivela un cavallo di Troia, un assemblaggio di episodi della serie tenuti a malapena insieme. Fin dai titoli di testa, accompagnati proprio dalla sigla televisiva, emerge una dichiarazione d’intenti involontaria da parte di Favreau e Filoni. Il risultato è un ibrido che fatica a definire la propria identità e che finisce per non essere né pienamente cinema né televisione.
La regia di Favreau resta infatti profondamente legata al linguaggio televisivo, con una costruzione delle sequenze che privilegia la continua stimolazione dello spettatore attraverso cambi di scenario, combattimenti e momenti d’azione ravvicinati. Ne deriva una quasi totale assenza di progressione drammatica e di reale evoluzione narrativa, con personaggi che non trovano mai lo spazio necessario per crescere o trasformarsi. Anche quando sembrano esserci le condizioni per un percorso più personale, la sceneggiatura non perde tempo e le neutralizza sul nascere, introducendo personaggi funzionali al solo scopo della risoluzione, che finiscono per risolvere i problemi al posto dei protagonisti, annullando qualsiasi possibilità di errore o di crescita.
Uno dei temi potenzialmente centrali del film, il rapporto tra padre e figlio, qui riletto anche attraverso la presenza di Rotta (Jeremy Allen White), figlio di Jabba, rimane sostanzialmente inespresso. Per un momento il film sembra voler andare in quella direzione, cercando una minima traccia di profondità emotiva all’interno della narrazione, salvo poi rinunciarvi quasi immediatamente, disperdendo forse l’unico elemento che avrebbe potuto sostenere il nucleo emotivo del racconto.
Sul piano visivo, ci si sarebbe potuti aspettare uno dei punti di forza dell’operazione, ma in realtà i VFX appaiono spesso disomogenei nella loro integrazione con gli ambienti e con la messa in scena complessiva. Come anche per le scene d’azione, onnipresenti nell’arco dei centotrenta minuti del film, che risultano confuse e ripetitive. Il risultato è un insieme che sembra faticare a trovare una reale appartenenza sul grande schermo.
Nel film, accanto a Pedro Pascal e Jeremy Allen White – e un cameo di Martin Scorsese – figura anche Sigourney Weaver nel ruolo del colonnello Ward della Nuova Repubblica. Eppure, anche la presenza di un’attrice del suo calibro finisce per essere ridimensionata a una funzione puramente espositiva da una sceneggiatura che non le concede un reale peso drammatico. Ward si inserisce così, coerentemente, nella stessa logica che riguarda gli altri personaggi del film, inclusi i protagonisti stessi.
Ciò che nel film funziona di più è l’imponente ed epica colonna sonora di Ludwig Goransson, che finisce inevitabilmente per mettere ancora più in evidenza la pigrizia delle immagini che dovrebbe accompagnare. È comunque l’unico punto in cui si intravede un minimo di coraggio e di originalità, soprattutto in passaggi come Hugo Granz’s Snack Shack.
In conclusione, The Mandalorian & Grogu è un’occasione mancata su più livelli. Il passaggio al cinema non trova mai una reale giustificazione narrativa e si limita a dilatare meccanismi pensati per la televisione, senza adattarli a un respiro diverso. Ne risulta un film che fatica a definire la propria identità, procedendo per episodi e senza riuscire mai a costruire una reale tensione emotiva o una progressione drammatica. Anche la regia di Jon Favreau resta profondamente legata al linguaggio televisivo, con sequenze d’azione spesso confuse e una messa in scena che raramente sembra trovare una reale dimensione cinematografica. A questo si aggiunge una scrittura che riduce progressivamente i personaggi a semplici funzioni narrative, privandoli di qualsiasi reale evoluzione. Persino il tema della paternità, nucleo del rapporto tra Din Djarin e Grogu e potenziale centro emotivo del film, viene soltanto accennato per poi essere rapidamente abbandonato.
Resta, isolata, la colonna sonora di Ludwig Göransson.
Nella giornata di ieri è iniziata a Londra la Star Wars Celebration2023 e durante il panel più importante della giornata, la Lucasfilm ha annunciato molteplici novità e progetti.
Il panel è stato introdotto da Kathleen Kennedy, attuale presidente della Lucasfilm, che si è mostrata entusiasta per la quindicesima edizione della Star Wars Celebration e per le novità in campo cinematografico e televisivo.
Tutti gli annunci del panel:
Andor
The Acolyte
The Mandalorian
Skeleton Crew
Ahsoka
Prossimi film di Star Wars
Indiana Jones 5
Andor
L’autore della serie televisiva Tony Gilroy ha annunciato che la seconda stagione è in lavorazione senza però dare altri dettagli: “Abbiamo iniziato a girare a novembre, continuiamo fino ad agosto. Poi ci vorrà un altro anno per la post-produzione, gli effetti visivi, e quindi immagino uscirà ad agosto del 2024.”
Insieme a Gilroy erano presenti anche i membri del cast e tra questi il protagonista Diego Luna che ha salutato il pubblico dicendo: “Sono felice di essere qui perché significa… che continuiamo a fare Andor! Siamo qui perché vi è piaciuta la serie, avevamo il dubbio che potesse non piacere”.
Alla fine della presentazione è stato mostrato al pubblico un breve video che mostra alcuni primi piani dei personaggi tratti dalla seconda stagione.
The Acolyte
La prima novità del panel è la nuova serie The Acolyte presentata dalla regista Leslye Headland: “Frozen incontra Kill Bill: così ho presentato la serie a Kathleen Kennedy”. La serie infatti è ambientata in un periodo di pace in cui il lato oscuro è in minoranza e le guerre sono spirituali. Headland si è ispirata ai film di samurai con protagonisti dei guerrieri solitari (specialmente di Kurosawa) e il team ha preso come riferimento i film che ispirarono George Lucas a dare il via a questo universo cinematografico.
Sul palco era presente anche il cast formato da Amanda Stenberg che interpreta una ex padawan, Lee Jung-jae che interpreta un maestro Jedi e Joonas Soutamo che interpreta Wookie (un altro maestro Jedi). Con loro erano presenti anche Jodie Turner-Smith, Manny Jacinto, Dafne Keen e Charlie Barnett. L’uscita è prevista per il 2024 con le riprese che andranno a concludersi a maggio.
Sul palco salgono Jon Favreau, Dave Filoni, il regista Rick Famuyiwa e altri membri del cast, non è presente invece Pedro Pascal che saluta i fan tramite un video:“Mi mancate tutti, voglio ringraziarvi per l’amore che state dimostrando per la serie, i fan di Star Wars sono i migliori e dimostrano che tutto, anche un panino, può diventare un meme!”.
Mancano due episodi per concludere la serie, diretti entrambi da Famuyiwa, che concluderanno la terza stagione. Il penultimo episodio è stato mostrato in anteprima esclusiva ai presenti della Celebration mentre per tutti gli altri sarà disponibile da mercoledì su Disney+.
Skeleton Crew
Per la nuova serie “Amblin” Skeleton Crew è in corso la postproduzione e al pubblico presente è stato mostrato il primo trailer che però non svela la data di uscita. La serie racconta le vicende di tre piccoli bambini che incontrano un maestro Jedi interpretato da Jude Law. Proprio quest’ultimo ha presentato al pubblico i piccoli protagonisti della serie.
“L’idea è nata quando lavoravo a Londra con Jon Watts, mentre recitavo nel suo Spider-Man.” afferma Favreau, “Gli abbiamo chiesto se volessimo lavorare a una serie incentrata sui bambini, ispirata ai grandi film Amblin e quando è stato lanciato Disney+ ho chiamato Kathleen Kennedy, che ne aveva parlato con George Lucas.” conclude.
Anche Kathleen Kennedy interviene dicendo: “Nei film Amblin, anche se ci sono dei bambini, non si tratta di film per bambini. Ed è lo stesso approccio che abbiamo con questa serie, ne vedrete delle belle!”.
Sul palco sale Rosario Dawson annunciando che Ahsoka uscirà ad agosto in streaming su Disney+. Assieme a Dawson salgono sul palco anche Natasha Liu Bordizzo e Mary Elizabeth Winstead che recitano nella serie e al pubblico viene mostrato il teaser trailer che è ufficialmente stato rilasciato per tutti.
TRAILER:
Nel trailer vediamo la protagonista Ahsoka Tano mentre cerca di indagare su una minaccia che incombe sulla galassia, il tutto condito con varie citazioni al mondo di Clone Wars.
Arriviamo all’annuncio più grande, ovvero… i nuovi film di Star Wars!
Kennedy annuncia tre nuovi progetti principali (che potrebbero essere tre nuove saghe) che saranno ambientati nel passato, nel presente e nel futuro. I registi scelti per ora sono 3, ovvero James Mangold, Dave Filoni e Sharmeen Obaid-Chinoy (Ms. Marvel).
Il primo dirigerà un film che racconterà la storia del primo Jedi che è riuscito ad incanalare la Forza e il regista è intervenuto dicendo: “Racconterà L’alba della Forza, sarà ambientato 25 mila anni prima delle storie che conosciamo”.
Il secondo dirigerà un film che parlerà della guerra crescente tra la Nuova Repubblica e ciò che resta dell’impero e sarà un crossover con le serie televisive viste su Disney+.
“Farò un evento cinematografico che metterà insieme i personaggi delle serie che ho fatto con Jon Favreau. Finalmente faccio un film! Sono cresciuto all’epoca della trilogia originale. Ci sono molte storie dell’universo espanso che ci ispireranno.” ha affermato Filoni da grande fan della saga.
Il terzo e ultimo dirigerà invece un film che sarà ambientato 15 anni dopo L’ascesa di Skywalker e che prevede un “nuovo ordine Jedi”. Il regista interviene dicendo: “Il mondo ha bisogno di moltissimi eroi, ci sono regimi oppressivi e persone che si scagliano contro di essi. Ho pensato a un nuovo ordine jedi, con una accademia jedi e un maestro jedi. Chi ricostruirà l’ordine jedi?”, a questa domanda risponde l’ingresso in scena di… Daisy Ridley! Quest’ultima infatti ha interpretato Rey nell’ultima trilogia e ora è pronta a tornare in quelle vesti per una nuova, grande avventura.
Indiana Jones 5
James Mangold rimane sul palco a parlare del suo prossimo film in uscita: Indiana Jones 5.
Presente anche Harrison Ford con un video per presentare gli altri attori della pellicola Mads Mikkelsene Phoebe Waller-Bridge.
Questi presentano il trailer, uscito ufficialmente, di cui abbiamo parlato approfonditamente in un altro articolo.