Tag: vampiri

  • 3 motivi per vedere Thirst di Park Chan-wook

    type=”flex” hundred_percent=”no” hundred_percent_height=”no” min_height=”” hundred_percent_height_scroll=”no” align_content=”stretch” flex_align_items=”flex-start” flex_justify_content=”flex-start” flex_column_spacing=”” hundred_percent_height_center_content=”yes” equal_height_columns=”no” container_tag=”div” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” status=”published” publish_date=”” class=”” id=”” spacing_medium=”” margin_top_medium=”” margin_bottom_medium=”” spacing_small=”” margin_top_small=”” margin_bottom_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_dimensions_medium=”” padding_top_medium=”” padding_right_medium=”” padding_bottom_medium=”” padding_left_medium=”” padding_dimensions_small=”” padding_top_small=”” padding_right_small=”” padding_bottom_small=”” padding_left_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” link_color=”” link_hover_color=”” border_sizes=”” border_sizes_top=”” border_sizes_right=”” border_sizes_bottom=”” border_sizes_left=”” border_color=”” border_style=”solid” box_shadow=”no” box_shadow_vertical=”” box_shadow_horizontal=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” z_index=”” overflow=”” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_blend_mode=”none” video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” video_preview_image=”” render_logics=”” absolute=”off” absolute_devices=”small,medium,large” sticky=”off” sticky_devices=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_background_color=”” sticky_height=”” sticky_offset=”” sticky_transition_offset=”0″ scroll_offset=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ align_self=”auto” content_layout=”column” align_content=”flex-start” valign_content=”flex-start” content_wrap=”wrap” spacing=”” center_content=”no” link=”” target=”_self” min_height=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” type_medium=”” type_small=”” order_medium=”0″ order_small=”0″ dimension_spacing_medium=”” dimension_spacing_small=”” dimension_spacing=”” dimension_margin_medium=”” dimension_margin_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_medium=”” padding_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” hover_type=”none” border_sizes=”” border_color=”” border_style=”solid” border_radius=”” box_shadow=”no” dimension_box_shadow=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” background_type=”single” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_image_id=”” background_position=”left top” background_repeat=”no-repeat” background_blend_mode=”none” render_logics=”” filter_type=”regular” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” last=”true” border_position=”all” first=”true”][fusion_text columns=”” column_min_width=”” column_spacing=”” rule_style=”” rule_size=”” rule_color=”” hue=”” saturation=”” lightness=”” alpha=”” content_alignment_medium=”” content_alignment_small=”” content_alignment=”justify” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” margin_top=”” margin_right=”” margin_bottom=”” margin_left=”” fusion_font_family_text_font=”” fusion_font_variant_text_font=”” font_size=”” line_height=”” letter_spacing=”” text_transform=”” text_color=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_color=”” animation_speed=”0.3″ animation_delay=”0″ animation_offset=”” logics=””]

    In occasione dell’uscita al cinema di Decision To Leave, il nuovo film del regista sudcoreano Park Chan-wook, scopriamo assieme i 3 motivi per recuperare (o rivedere) Thirst, film del 2009 e che tutt’ora rimane fra i suoi titoli più sconosciuti e sottovalutati, nonostante la vittoria del Premio della giuria alla 62ª edizione del Festival di Cannes.

    1 – Perché è la prima incursione del regista nell’horror

    Thirst è uno dei film più atipici e spiazzanti di Chan-wook, è il film che non ti aspetti e che appare come un UFO nella sua filmografia, un vero e proprio Frankenstein audiovisivo di generi e di influenze da cui lo spettatore potrebbe uscire affascinato o (comprensibilmente) disorientato.

    Chi si sarebbe mai aspettato che dopo il thriller politico J.S.A.: Joint Security Area (2000), l’ormai celebre “trilogia della vendetta” che lo ha tenuto impegnato dal 2002 al 2005 (Mr. Vendetta, Old Boy, Lady Vendetta) e la commedia romantica surreale Sono un cyborg, ma va bene (2006), il regista decidesse di immergersi a piene mani nella tradizione vampiresca?

    Il film parla infatti di Sang-hyun, prete cattolico di un paesino coreano che si sottopone a una sperimentazione medica finalizzata a curare una malattia rara e mortale. Non tutto fila liscio e il pastore benvoluto da tutti i cittadini comincia a cambiare di aspetto e di mente, trasformandosi a poco a poco in un vampiro. Il suo cammino incrocerà quello della moglie di un amico d’infanzia, la giovane e bella Tae-ju, con la quale inizierà una relazione clandestina inesorabilmente destinata a degenerare sempre più in perversioni e fiumi di sangue.

    Non c’è alcun castello dai pinnacoli aguzzi ma solo palazzi e scenari che non rinnegano assolutamente i tratti sudcoreani dell’ambientazione. Non arriverà nessun professore universitario a risolvere la situazione ma la battaglia è tutta interna ai protagonisti, in un continuo scontro fra Eros e Thanatos. Non c’è alcun gusto del gotico ma, anzi, la fotografia arriva persino ad abbagliare lo spettatore per mettere in risalto il rosso acceso del sangue, all’interno di stanze e di edifici che riflettono addirittura il gusto estetico prettamente “viscontiano” che da sempre Chan-wook dichiara come sua ispirazione; tutte queste peculiarità contribuiscono a donare al film un aspetto ancor più spiazzante delle stramberie di Sono un cyborg, ma va bene, perché se in quest’ultimo erano già preannunciati i toni surreali da commedia fantastica, ciò che sconvolge di Thirst è proprio il suo essere una mosca bianca all’interno del panorama horror.

    Grazie alla rielaborazione dei diversi modelli di riferimento che emergono come pulsioni e sintomi, ma ciascuno col suo posto nel puzzle senza sovrastare l’altro, Park si appropria del genere e – pur cosciente di non poter accontentare tutti – lo plasma attraverso le chiavi del melò e della black comedy: la fede è sete, la spiritualità è carnalità.

    2 – Perché il protagonista è interpretato da Song Kang-ho

    Attore feticcio sia di Park Chan-wook – con cui aveva già collaborato in J.S.A. e Mr. Vendetta – sia di Bong Joon-ho, che con il successo mondiale di Parasite lo ha definitivamente consacrato al pubblico occidentale (pur avendo già dato prova di sé in Memories of Murder, The Host e Snowpiercer), l’attore sudcoreano Song Kang-ho sembra davvero essere sinonimo di qualità. L’accuratezza con cui sceglie i suoi lavori sconvolge ogni anno di più: è rintracciabile praticamente in ogni film sudcoreano di successo se aggiungiamo anche le collaborazioni con altri grandi maestri come Kim Ji-woon (The Quiet Family, Il buono, il matto, il cattivo, L’impero delle ombre) e Lee Chang-dong (Secret Sunshine), senza dimenticare il suo ruolo da protagonista nel bellissimo A Taxi Driver del meno conosciuto Jang Hoon.

    Se Song Kang-ho ha pensato che Thirst fosse un bel progetto… chi siamo noi per dissentire?

    3 – Perché aggiorna la figura del vampiro

    Questo terzo punto è intrinsecamente legato al primo: la nascita iconografica su grande schermo con Nosferatu il vampiro (1922), ma anche grazie a Dracula (1931), oppure con Vampyr (1932), la prima satira con Per favore, non mordermi sul collo! (1967) poi le riletture politiche e sociali de Il buio si avvicina (1987) o The Addiction – Vampiri a New York (1995), per arrivare persino al suo innesto in generi e sottogeneri come nella commedia horror in found footage Vita da vampiro – What We Do In The Shadows (2014), la figura del vampiro è apparsa in ogni genere e in ogni salsa, mutando ruolo, tratti e simbologia nel corso di un intero secolo.

    Ma in Thirst dimenticate le bare aperte, l’aglio, i crocifissi, l’acqua santa, qualsiasi elemento che vi riporti alla mente la figura vampiresca tradizionale: quelli di Thirst sono vampiri costretti a dover fare i conti con i loro dissidi interiori in continua tensione fra ricreazione e dissoluzione, fra eroticità e disfacimento, la cui fede religiosa si tramuta negli istinti carnali repressi e la cui ricerca di una cura è pura perversione.

    Nel 2009, dopo quasi 90 anni dal primo storico vampiro visto su grande schermo, Thirst conferma che i mostri possono ancora essere oggetto di aggiornamenti e di riletture iconografiche senza risultare pedanti e già visti. Certo: se ti chiami Park Chan-wook!

    Se vi abbiamo convinto e se avete perso Thirst al cinema durante la Park Chan-WEEK… non preoccupatevi! E’ disponibile sulla piattaforma MioCinema a questo link.

    [fusion_separator style_type="single solid" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" flex_grow="0" top_margin="5" bottom_margin="45" width="" alignment="center" border_size="2" sep_color="#a13600" icon="" icon_size="" icon_color="" icon_circle="" icon_circle_color="" /] type="flex" hundred_percent="no" hundred_percent_height="no" min_height_medium="" min_height_small="" min_height="" hundred_percent_height_scroll="no" align_content="stretch" flex_align_items="flex-start" flex_justify_content="flex-start" flex_column_spacing="" hundred_percent_height_center_content="yes" equal_height_columns="no" container_tag="div" menu_anchor="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" status="published" publish_date="" class="" id="" spacing_medium="" margin_top_medium="" margin_bottom_medium="" spacing_small="" margin_top_small="" margin_bottom_small="" margin_top="" margin_bottom="" padding_dimensions_medium="" padding_top_medium="" padding_right_medium="" padding_bottom_medium="" padding_left_medium="" padding_dimensions_small="" padding_top_small="" padding_right_small="" padding_bottom_small="" padding_left_small="" padding_top="" padding_right="" padding_bottom="" padding_left="" link_color="" link_hover_color="" border_sizes="" border_sizes_top="" border_sizes_right="" border_sizes_bottom="" border_sizes_left="" border_color="" border_style="solid" border_radius_top_left="" border_radius_top_right="" border_radius_bottom_right="" border_radius_bottom_left="" box_shadow="no" box_shadow_vertical="" box_shadow_horizontal="" box_shadow_blur="0" box_shadow_spread="0" box_shadow_color="" box_shadow_style="" z_index="" overflow="" gradient_start_color="" gradient_end_color="" gradient_start_position="0" gradient_end_position="100" gradient_type="linear" radial_direction="center center" linear_angle="180" background_color="" background_image="" skip_lazy_load="" background_position="center center" background_repeat="no-repeat" fade="no" background_parallax="none" enable_mobile="no" parallax_speed="0.3" background_blend_mode="none" video_mp4="" video_webm="" video_ogv="" video_url="" video_aspect_ratio="16:9" video_loop="yes" video_mute="yes" video_preview_image="" pattern_bg="none" pattern_custom_bg="" pattern_bg_color="" pattern_bg_style="default" pattern_bg_opacity="100" pattern_bg_size="" pattern_bg_blend_mode="normal" mask_bg="none" mask_custom_bg="" mask_bg_color="" mask_bg_accent_color="" mask_bg_style="default" mask_bg_opacity="100" mask_bg_transform="left" mask_bg_blend_mode="normal" render_logics="" absolute="off" absolute_devices="small,medium,large" sticky="off" sticky_devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_background_color="" sticky_height="" sticky_offset="" sticky_transition_offset="0" scroll_offset="0" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0"][fusion_builder_row][fusion_builder_column type="1_6" layout="2_3" align_self="auto" content_layout="column" align_content="flex-start" valign_content="flex-start" content_wrap="wrap" spacing="" center_content="no" column_tag="div" link="" target="_self" link_description="" min_height="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" type_medium="" type_small="" order_medium="0" order_small="0" dimension_spacing_medium="" dimension_spacing_small="" dimension_spacing="" dimension_margin_medium="" dimension_margin_small="" margin_top="" margin_bottom="" padding_medium="" padding_small="" padding_top="" padding_right="" padding_bottom="" padding_left="" hover_type="none" border_sizes="" border_color="" border_style="solid" border_radius="" box_shadow="no" dimension_box_shadow="" box_shadow_blur="0" box_shadow_spread="0" box_shadow_color="" box_shadow_style="" z_index_subgroup="regular" z_index="" z_index_hover="" overflow="" background_type="single" gradient_start_color="" gradient_end_color="" gradient_start_position="0" gradient_end_position="100" gradient_type="linear" radial_direction="center center" linear_angle="180" background_color="" background_image="" background_image_id="" lazy_load="avada" skip_lazy_load="" background_position="left top" background_repeat="no-repeat" background_blend_mode="none" render_logics="" sticky="off" sticky_devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_offset="" absolute="off" absolute_props="" filter_type="regular" filter_hover_element="self" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0" transform_type="regular" transform_hover_element="self" transform_scale_x="1" transform_scale_y="1" transform_translate_x="0" transform_translate_y="0" transform_rotate="0" transform_skew_x="0" transform_skew_y="0" transform_scale_x_hover="1" transform_scale_y_hover="1" transform_translate_x_hover="0" transform_translate_y_hover="0" transform_rotate_hover="0" transform_skew_x_hover="0" transform_skew_y_hover="0" transform_origin="" transition_duration="300" transition_easing="ease" transition_custom_easing="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" last="false" border_position="all" first="true" spacing_right=""][fusion_imageframe image_id="10152|full" aspect_ratio="" custom_aspect_ratio="100" aspect_ratio_position="" skip_lazy_load="" lightbox="no" gallery_id="" lightbox_image="" lightbox_image_id="" alt="" link="" linktarget="_self" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" max_width="117px" sticky_max_width="" align_medium="left" align_small="left" align="right" mask="" custom_mask="" mask_size="" mask_custom_size="" mask_position="" mask_custom_position="" mask_repeat="" style_type="" blur="" stylecolor="" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" hover_type="none" magnify_full_img="" magnify_duration="120" scroll_height="100" scroll_speed="1" margin_top_medium="" margin_right_medium="" margin_bottom_medium="" margin_left_medium="" margin_top_small="" margin_right_small="" margin_bottom_small="" margin_left_small="" margin_top="0" margin_right="" margin_bottom="" margin_left="" bordersize="" bordercolor="" borderradius="" z_index="" caption_style="off" caption_align_medium="none" caption_align_small="none" caption_align="none" caption_title="" caption_text="" caption_title_tag="2" fusion_font_family_caption_title_font="" fusion_font_variant_caption_title_font="" caption_title_size="" caption_title_line_height="" caption_title_letter_spacing="" caption_title_transform="" caption_title_color="" caption_background_color="" fusion_font_family_caption_text_font="" fusion_font_variant_caption_text_font="" caption_text_size="" caption_text_line_height="" caption_text_letter_spacing="" caption_text_transform="" caption_text_color="" caption_border_color="" caption_overlay_color="" caption_margin_top="" caption_margin_right="" caption_margin_bottom="" caption_margin_left="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0"]https://framescinemawebzine.com/wp-content/uploads/2023/03/7-1.png[/fusion_imageframe][fusion_builder_column type="1_3" layout="5_6" align_self="flex-start" content_layout="column" align_content="flex-start" valign_content="flex-start" content_wrap="wrap" spacing="" center_content="no" column_tag="div" link="" target="_self" link_description="" min_height="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" background_image_id="" type_medium="" type_small="" order_medium="0" order_small="0" spacing_left_medium="" spacing_right_medium="" spacing_left_small="" spacing_right_small="" spacing_left="" spacing_right="" margin_top_medium="" margin_bottom_medium="" margin_top_small="" margin_bottom_small="" margin_top="" margin_bottom="" padding_top_medium="" padding_right_medium="" padding_bottom_medium="" padding_left_medium="" padding_top_small="" padding_right_small="" padding_bottom_small="" padding_left_small="" padding_top="" padding_right="" padding_bottom="" padding_left="" hover_type="none" border_sizes_top="" border_sizes_right="" border_sizes_bottom="" border_sizes_left="" border_color="" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" border_style="solid" border_radius_top_left="" border_radius_top_right="" border_radius_bottom_right="" border_radius_bottom_left="" box_shadow="no" box_shadow_vertical="" box_shadow_horizontal="" box_shadow_blur="0" box_shadow_spread="0" box_shadow_color="" box_shadow_style="" z_index_subgroup="regular" z_index="" z_index_hover="" overflow="" background_type="single" gradient_start_color="" gradient_end_color="" gradient_start_position="0" gradient_end_position="100" gradient_type="linear" radial_direction="center center" linear_angle="180" background_color="" background_image="" lazy_load="avada" skip_lazy_load="" background_position="left top" background_repeat="no-repeat" background_blend_mode="none" render_logics="" sticky="off" sticky_devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_offset="" absolute="off" absolute_top="" absolute_right="" absolute_bottom="" absolute_left="" filter_type="regular" filter_hover_element="self" filter_hue="0" filter_saturation="100" filter_brightness="100" filter_contrast="100" filter_invert="0" filter_sepia="0" filter_opacity="100" filter_blur="0" filter_hue_hover="0" filter_saturation_hover="100" filter_brightness_hover="100" filter_contrast_hover="100" filter_invert_hover="0" filter_sepia_hover="0" filter_opacity_hover="100" filter_blur_hover="0" transform_type="regular" transform_hover_element="self" transform_scale_x="1" transform_scale_y="1" transform_translate_x="0" transform_translate_y="0" transform_rotate="0" transform_skew_x="0" transform_skew_y="0" transform_origin="" transform_scale_x_hover="1" transform_scale_y_hover="1" transform_translate_x_hover="0" transform_translate_y_hover="0" transform_rotate_hover="0" transform_skew_x_hover="0" transform_skew_y_hover="0" transition_duration="300" transition_easing="ease" transition_custom_easing="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" last="true" border_position="all" first="false"][fusion_text columns="" column_min_width="" column_spacing="" rule_style="" rule_size="" rule_color="" hue="" saturation="" lightness="" alpha="" content_alignment_medium="" content_alignment_small="" content_alignment="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" margin_top="-12" margin_right="" margin_bottom="" margin_left="" fusion_font_family_text_font="" fusion_font_variant_text_font="" font_size="" line_height="" letter_spacing="" text_transform="" text_color="" animation_type="" animation_direction="left" animation_color="" animation_speed="0.3" animation_delay="0" animation_offset="" logics=""]

    Alberto Faggiotto,
    Caporedattore.
  • RECENSIONE DAMPYR – UN ESPERIMENTO FALLITO

    type=”flex” hundred_percent=”no” hundred_percent_height=”no” min_height=”” hundred_percent_height_scroll=”no” align_content=”stretch” flex_align_items=”flex-start” flex_justify_content=”flex-start” flex_column_spacing=”” hundred_percent_height_center_content=”yes” equal_height_columns=”no” container_tag=”div” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” status=”published” publish_date=”” class=”” id=”” spacing_medium=”” margin_top_medium=”” margin_bottom_medium=”” spacing_small=”” margin_top_small=”” margin_bottom_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_dimensions_medium=”” padding_top_medium=”” padding_right_medium=”” padding_bottom_medium=”” padding_left_medium=”” padding_dimensions_small=”” padding_top_small=”” padding_right_small=”” padding_bottom_small=”” padding_left_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” link_color=”” link_hover_color=”” border_sizes=”” border_sizes_top=”” border_sizes_right=”” border_sizes_bottom=”” border_sizes_left=”” border_color=”” border_style=”solid” box_shadow=”no” box_shadow_vertical=”” box_shadow_horizontal=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” z_index=”” overflow=”” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_blend_mode=”none” video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” video_preview_image=”” render_logics=”” absolute=”off” absolute_devices=”small,medium,large” sticky=”off” sticky_devices=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_background_color=”” sticky_height=”” sticky_offset=”” sticky_transition_offset=”0″ scroll_offset=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ align_self=”auto” content_layout=”column” align_content=”flex-start” valign_content=”flex-start” content_wrap=”wrap” spacing=”” center_content=”no” link=”” target=”_self” min_height=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” type_medium=”” type_small=”” order_medium=”0″ order_small=”0″ dimension_spacing_medium=”” dimension_spacing_small=”” dimension_spacing=”” dimension_margin_medium=”” dimension_margin_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_medium=”” padding_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” hover_type=”none” border_sizes=”” border_color=”” border_style=”solid” border_radius=”” box_shadow=”no” dimension_box_shadow=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” background_type=”single” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_image_id=”” background_position=”left top” background_repeat=”no-repeat” background_blend_mode=”none” render_logics=”” filter_type=”regular” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” last=”true” border_position=”all” first=”true”][fusion_text columns=”” column_min_width=”” column_spacing=”” rule_style=”default” rule_size=”” rule_color=”” content_alignment_medium=”” content_alignment_small=”” content_alignment=”justify” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” margin_top=”” margin_right=”” margin_bottom=”” margin_left=”” font_size=”” fusion_font_family_text_font=”” fusion_font_variant_text_font=”” line_height=”” letter_spacing=”” text_color=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=””]

    Un uomo corre in sella al suo cavallo in una notte di tempesta, mentre un bambino -suo figlio- sta venendo alla luce. Quando il cavaliere arriva nella baracca in cui sta avvenendo il parto, viene bloccato da tre misteriose signore anziane e gli viene impedito di prendere il neonato. Il bambino è nato, e le tre mistiche figure promettono di prendersi cura di lui, del Dampyr.

    Dopo questi primi minuti di introduzione, scopriamo che il film è ambientato nei Balcani degli anni ’90, durante la guerra realmente avvenuta all’interno dell’ex Jugoslavia (che però non viene mai direttamente menzionata). 

    Uno dei tre protagonisti, il soldato Emil Kurjak interpretato da Stuart Martin, entra in un paesino spettrale alla guida del suo battaglione, dove scoprirà un’enorme quantità di cadaveri che “sembrano essere stati divorati da una bestia feroce”. In poco tempo i soldati si rendono conto di essere davanti a qualcosa di non umano, a dei vampiri, e di non essere in grado di battersi contro questi mostri, immuni ai proiettili dei fucili e a qualsiasi arma da fuoco convenzionale. Decidono così di cercare il Dampyr, una figura leggendaria nata dall’unione di un vampiro e un essere umano, che si dice riesca ad uccidere queste creature.

    Il Dampyr, effettivamente, esiste: il suo nome è Harlan Draka -interpretato da Wade Briggs- ma sembra essere tutto fuorché una creatura mitologica. Harlan è un ragazzo apparentemente normale, che si “guadagna” da vivere imbrogliando creduloni e ignoranti, facendo finta di avere poteri paranormali ed essere in grado di eliminare inesistenti infestazioni demoniache dai loro cimiteri. Costretto a recarsi sul campo di battaglia, scoprirà che quella del Dampyr non è una semplice leggenda. 

    Poco dopo entrerà in scena anche Tesla, interpretata da Frida Gustavsson, ragazza vampira che cercherà di aiutare (o di tendere una trappola?) i nostri ammazza-vampiri.

    Dampyr è il primo film di un progetto -nelle intenzioni- enorme, che anche solo per essere stato concepito rappresenta una vera e propria dimostrazione di coraggio. Stiamo parlando del Bonelli Cinematic Universe (BCU), progetto della Sergio Bonelli Editore che vanta la paternità di personaggi come Tex, Zagor, Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystere (per citarne alcuni, ma la lista sarebbe ben più lunga), il cui scopo sarebbe quello di creare un filone cinematografico e seriale incentrato sugli eroi più famosi del mondo fumettistico made in Italy.

    Annunciato ormai alcuni anni fa, il Bonelli Cinematic Universe (BCU) porta al cinema, come prodotto d’esordio, la pellicola Dampyr, un prodotto a dir poco rischioso che, con il senno di poi, si è rivelato un fallimento sotto diversi punti di vista, soprattutto finanziari. 

    Ma andiamo con ordine. Cosa funziona di questa pellicola? 

    Poco in realtà, troppo poco per giustificare lo sforzo produttivo di 15 milioni, un’enormità, soprattutto se messa in relazione alle realtà cinematografiche del nostro paese. 

    Il film porta sullo schermo dei mostri classici del cinema horror, i vampiri, rifacendosi a molti cliché del genere, senza tuttavia pescare dai soggetti ormai vecchi di secoli (l’acqua santa non brucia i vampiri, per capirci) e aggiungendo una componente epica, legata al sangue, sul come e perché i vampiri possano essere uccisi. 

    La Bonelli ha optato per un cast di attori stranieri e sconosciuti al grande pubblico, probabilmente per evitare ulteriori costi, ma nonostante queste scelte risultino azzeccate da un punto di vista fisionomico (per Kurjak e Tesla sembra di avere davanti delle enormi action figures del fumetto prendere vita), il film in sé ne risente parecchio. Solo i fan della collana si troveranno emozionati nel vedere Emil Kurjak in carne ed ossa, fumare come un dannato e sparare a dei non-morti con la sua nonchalance militarista, ma questo film, anche considerando il budget, non può e non deve rivolgersi solo a chi acquista ogni mese il fumetto in edicola (numeri, tra l’altro, che diminuiscono di anno in anno e che nel 2015 non superavano le 30.000 copie vendute).

    Lo stesso comparto tecnico si affida a persone, in gran parte, con poca esperienza. Lo stesso regista, che comunque ha fatto un buon lavoro, è al suo esordio in un lungometraggio. 

    Riccardo Chemello, dietro la macchina da presa, fa un lavoro diligente, pulito e curato, aiutato anche da una fotografia-di Vittorio Omodei Zorini– che sa sfruttare una massiccia dose di color correction per dare il giusto tono al film e per creare anche dei quadri non banali e di grande impatto visivo

    Purtroppo, da un punto di vista action, il film lascia a desiderare: non c’è pathos né suspense durante i combattimenti, e se si considera che questo dovrebbe essere principalmente cinema d’azione non può che essere un enorme problema. I professionisti che hanno lavorato a Dampyr sono riusciti a portare a casa un buon lavoro, non eccelso ma neanche pessimo, e se consideriamo la loro esperienza, bisogna far loro i complimenti. Tuttavia non possiamo fare a meno di chiederci se non era il caso di rivolgersi a qualcuno di più navigato, anche straniero, per il primo film di quello che dovrebbe essere un progetto dagli investimenti multimilionari

    Tolte le scene d’azione, il film non ha molto altro da offrire. Risulta, infatti, privo di contenuti più profondi, perdendo una facile ma importante occasione per manifestare un messaggio antimilitarista (essendo ambientato in un territorio in guerra), e senza mai enfatizzare la presenza, nel gruppo dei tre protagonisti, di un elemento diverso, ovvero la vampira Tesla, e quindi senza mai mettere l’accento sull’inclusione e sull’unione di fronte alle diversità. 

    Non spinge il pedale nemmeno sullo splatter o la violenza, e chi legge il fumetto sa che Dampyr è considerato un’opera horror proprio per i fiumi di sangue che scorrono tra le pagine bonelliane ogni mese. 

    Gli effetti speciali, per concludere, non sono così pessimi come ci si potrebbe aspettare. Certo, non siamo ai livelli di Avengers: Endgame, e a volte risultano troppo artificiali se non grezzi, ma comunque non fanno storcere il naso e non rendono il film inguardabile, cosa di per sé già importante considerata l’enorme quantità di vfx che il film presenta. 

    Ma il problema più grosso di Dampyr, tuttavia, non sta nelle righe che avete appena letto. Il problema più grosso è che, guardando il film, non si può fare a meno di pensare: “ma dove ho già visto questa cosa?”

    E non potrebbe essere altrimenti, perché l’impianto messo in scena risulta vecchio da tutti i punti di vista. Il film è probabilmente troppo derivativo rispetto ad altri film action e vampireschi del passato, un aspetto che se nel mondo fumettistico può funzionare (e da lettore di Dampyr a fumetti confermo: una delle migliori serie Bonelli!) In ambito cinematografico rischia di stonare e di non soddisfare chi va in sala. I dialoghi, i costumi, le scene d’azione, ma anche gli stessi trucchi utilizzati per portare i vampiri sullo schermo sembrano riciclati da altre produzioni televisive di qualche decennio fa, non perché siano mal fatti, ma perché decidono di prendere a piene mani dal fumetto di riferimento senza mai chiedersi se quello che funziona su carta possa funziona anche sul grande schermo. Non sempre è così. Quello che su carta può far apparire un personaggio come un mostro orripilante e pericoloso, visto sul grande schermo nel 2022 può farlo sembrare anche un cattivo dei Power Rangers o di Buffy. È chiaro che innovare esteticamente dei mostri come i vampiri, utilizzati e abusati decine di volte sullo schermo, è un’impresa a dir poco ardua, ma è proprio qui che si inserisce quello che, a parere di chi scrive, è stato il più grande errore della Bonelli: puntare su Dampyr.

    La domanda non può che sorgere spontanea: perché? Perché decidere di puntare su un personaggio che, nonostante abbia un suo corposo seguito, non è sicuramente nei primissimi personaggi Bonelli per vendite e fama? Perché puntare su un personaggio che per le tematiche trattate era chiaro che avrebbe richiesto tantissimi effetti speciali? Forse non si voleva rischiare di fare l’ennesimo flop con un personaggio di punta come Dylan Dog? Forse non si aveva il coraggio di portare in scena Tex? O, più probabilmente, si pensava che gli elementi splatter e horror avrebbero portato più gente in sala? 

    Il film esordio del Bonelli Cinematic Universe ha fallito nel suo intento. Non è stato in grado di portare molto pubblico in sala (anzi, si parla di 19.000€ di incassi durante il primo weekend a fronte di un budget di 15 milioni, un flop gigantesco in Italia, aspettando l’esito all’estero con l’inserimento di Sony nella distruzione), non è riuscito a creare un’opera innovativa né per il panorama italiano né, tantomeno, per quello internazionale. Un’opera che infine non è riuscita neanche a incuriosire coloro che non avevano mai letto il fumetto.

    Cosa significano questi risultati -ahimé pessimi- per il futuro di questo progetto? Probabilmente dentro Bonelli rivedranno i loro piani, nessuna azienda può permettersi certe perdite economiche, ma fermarsi adesso sarebbe un errore. L’idea di voler creare un MCU italiano rimane valida e potenzialmente di successo, chi ama i fumetti sa che il patrimonio della casa editrice di Milano è immenso, sa che alcuni personaggi (Tex e Dylan Dog su tutti) sono conosciutissimi e letti da più generazioni in maniera trasversale. 

    L’esperienza di Dampyr non deve porre fine a questo esperimento, sarebbe un peccato ed uno spreco enorme. Certo è che il flop economico deve portare a ripensare la strategia per gli anni futuri, magari prendendo in considerazione delle co-produzioni con un servizio streaming (qualcuno ha detto Netflix?) e puntare più sulle serie tv che sui film, perché in fondo, la sensazione che si ha dopo aver visto Dampyr, altro non è che quella di aver assistito ad una lunghissima puntata pilota di una serie tv, un pilot che non convince e che deve portare i BCU ad un cambiamento radicale.

    [fusion_separator style_type="single solid" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" flex_grow="0" top_margin="5" bottom_margin="45" width="" alignment="center" border_size="2" sep_color="#a13600" icon="" icon_size="" icon_color="" icon_circle="" icon_circle_color="" /][fusion_testimonials design="classic" navigation="no" speed="" backgroundcolor="" textcolor="" random="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" class="" id=""][fusion_testimonial name="Rosario Azzaro" avatar="image" image="https://framescinemawebzine.com/wp-content/uploads/2021/04/frames-cinema.com4_-300×300.png" image_id="1643|medium" image_border_radius="" company="Direttore editoriale" link="https://framescinemawebzine.com/redazione-rosario-azzaro/" target="_blank"]

    Questo articolo è stato scritto da:

    [/fusion_testimonial][/fusion_testimonials]

  • RECENSIONE BLACK AS NIGHT ED I VAMPIRI DEL GHETTO – AMAZON & BLUMHOUSE

    type=”flex” hundred_percent=”no” hundred_percent_height=”no” min_height=”” hundred_percent_height_scroll=”no” align_content=”stretch” flex_align_items=”flex-start” flex_justify_content=”flex-start” flex_column_spacing=”” hundred_percent_height_center_content=”yes” equal_height_columns=”no” container_tag=”div” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” status=”published” publish_date=”” class=”” id=”” spacing_medium=”” margin_top_medium=”” margin_bottom_medium=”” spacing_small=”” margin_top_small=”” margin_bottom_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_dimensions_medium=”” padding_top_medium=”” padding_right_medium=”” padding_bottom_medium=”” padding_left_medium=”” padding_dimensions_small=”” padding_top_small=”” padding_right_small=”” padding_bottom_small=”” padding_left_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” link_color=”” link_hover_color=”” border_sizes=”” border_sizes_top=”” border_sizes_right=”” border_sizes_bottom=”” border_sizes_left=”” border_color=”” border_style=”solid” box_shadow=”no” box_shadow_vertical=”” box_shadow_horizontal=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” z_index=”” overflow=”” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_blend_mode=”none” video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” video_preview_image=”” render_logics=”” absolute=”off” absolute_devices=”small,medium,large” sticky=”off” sticky_devices=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_background_color=”” sticky_height=”” sticky_offset=”” sticky_transition_offset=”0″ scroll_offset=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ align_self=”auto” content_layout=”column” align_content=”flex-start” valign_content=”flex-start” content_wrap=”wrap” spacing=”” center_content=”no” link=”” target=”_self” min_height=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” type_medium=”” type_small=”” order_medium=”0″ order_small=”0″ dimension_spacing_medium=”” dimension_spacing_small=”” dimension_spacing=”” dimension_margin_medium=”” dimension_margin_small=”” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_medium=”” padding_small=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” hover_type=”none” border_sizes=”” border_color=”” border_style=”solid” border_radius=”” box_shadow=”no” dimension_box_shadow=”” box_shadow_blur=”0″ box_shadow_spread=”0″ box_shadow_color=”” box_shadow_style=”” background_type=”single” gradient_start_color=”” gradient_end_color=”” gradient_start_position=”0″ gradient_end_position=”100″ gradient_type=”linear” radial_direction=”center center” linear_angle=”180″ background_color=”” background_image=”” background_image_id=”” background_position=”left top” background_repeat=”no-repeat” background_blend_mode=”none” render_logics=”” filter_type=”regular” filter_hue=”0″ filter_saturation=”100″ filter_brightness=”100″ filter_contrast=”100″ filter_invert=”0″ filter_sepia=”0″ filter_opacity=”100″ filter_blur=”0″ filter_hue_hover=”0″ filter_saturation_hover=”100″ filter_brightness_hover=”100″ filter_contrast_hover=”100″ filter_invert_hover=”0″ filter_sepia_hover=”0″ filter_opacity_hover=”100″ filter_blur_hover=”0″ animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” last=”true” border_position=”all” first=”true”][fusion_text columns=”” column_min_width=”” column_spacing=”” rule_style=”default” rule_size=”” rule_color=”” content_alignment_medium=”” content_alignment_small=”” content_alignment=”justify” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” sticky_display=”normal,sticky” class=”” id=”” margin_top=”” margin_right=”” margin_bottom=”” margin_left=”” font_size=”” fusion_font_family_text_font=”” fusion_font_variant_text_font=”” line_height=”” letter_spacing=”” text_color=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=””]

    Nel mese di Ottobre 2020 Amazon Prime, in collaborazione con la casa di produzione Blumhouse, ha distribuito direttamente in streaming sulla propria piattaforma quattro film, tutti appartenenti a vari sottogeneri dell’horror e parecchio diversi l’uno dall’altro, con lo scopo di presentare il lavoro di Blumhouse a una vasta platea di spettatori. Nasceva così Welcome to the Blumhouse. Visto il successo ottenuto dalle quattro pellicole (Black Box, Emmanuel Osei-Kuffour; The Lie, Veena Sud; Evil Eye, Elan Dassani; Nocturne, Zu Quirke) e nonostante la qualità altalenante delle quattro produzioni, nel mese di Halloween del 2021 gli Amazon Studios sono tornati con altri quattro film, quattro nuove storie dirette da quattro registi diversi, di cui due già presenti sulla piattaforma e due in uscita l’8 Ottobre.

    L’articolo di oggi si sofferma su Black As Night, diretto da Maritte Lee Go ed approdato su Amazon Prime Video l’1 Ottobre.

    CACCIA GROSSA A NEW ORLEANS

    Il film si apre con una ripresa notturna della periferia di New Orleans, mostrandoci un senzatetto venire raggiunto da un gruppo di uomini che, scagliandosi violentemente su di lui, lo fanno a pezzi. Si passa poi ad un racconto diretto di Shawna (Asjha Cooper), la protagonista del film che, dopo la perdita di una persona a lei cara e l’incontro con il branco di vampiri, decide di porre fine alla minaccia dei succhiasangue creando una squadra composta dal suo migliore amico Pedro, dall’interesse amoroso Chris e dalla fan di narrativa gotica Anne Rice Granya.

    Sicuramente non si è di fronte ad un’opera che brilla di originalità in quanto a soggetto (tra tutti balza subito in mente la famosa serie anni ’90 Buffy l’ammazzavampiri  con Sarah Michelle Gellar), ma la base di partenza risulta abbastanza solida e interessante per poterci costruire sopra una storia il cui vero scopo è quello di raccontare una lotta di classe (andando a richiamare un classico dell’horror come il Candyman  di Rose datato 1992), inserendo anche richiami al Black Lives Matter ed addirittura scavando indietro fino allo schiavismo. Il tutto viene proposto in maniera seriosa ma senza risultare troppo pesante, permettendo alla pellicola di mantenere uno stile adatto soprattutto ad un pubblico giovane, verso il quale si rivolge tramite i combattimenti e le numerose battute che i personaggi si scambiano.

    I personaggi risultano abbastanza fumettistici e stereotipati (il belloccio, la tipa tosta, quella che conosce tutte le regole dei mostri…), ma funzionano nell’atmosfera che il film vuole creare e presentano inoltre alcuni spunti interessanti sul passaggio dall’adolescenza alla vita adulta. In particolare, attraverso il personaggio di Pedro (interpretato da Fabrizio Guido), la pellicola parla allo spettatore di tematiche legate alla comunità lgbt in maniera semplice e senza risvolti caricaturali.

    I vampiri che i ragazzi si ritrovano ad affrontare condividono tutte le caratteristiche di base dei racconti classici, inserendo però alcune differenze come l’origine della “malattia” e la divisione dei succhiasangue in diverse casate con un’idea di vita decisamente diversa, creando quindi anche una divisione tra vampiri cattivi e meno cattivi. Gli effetti visivi che li caratterizzano sono abbastanza buoni, soprattutto per il trucco facciale e le mani, leggermente sotto tono risulta invece l’effetto “di morte” che si dimostra abbastanza posticcio e distrugge completamente il pathos in alcune scene. Piccola nota di merito per il villain della storia, che il film riesce a tenere nascosto per buona parte della pellicola ma riuscendo comunque a risultare iconico in ogni sequenza a lui dedicata, grazie anche ad una buona prova attoriale e ad un costume estremamente “calzante” al suo ruolo.

    Dal punto di vista tecnico, la pellicola si attesta su un buon livello sia in ambito di regia che di fotografia, senza però eccellere mai. New Orleans viene infatti messa in scena come una città qualsiasi della costa est, risultando esteticamente anonima. Riuscita risulta la colonna sonora, così come anche i costumi, soprattutto nel caso della distinzione dei vampiri con i gradi e le casate.

    CONCLUSIONE

    Con Black as night  Blumhouse e Amazon presentano una storia di caccia ai vampiri che mescola i toni dark dell’horror a quelli più umoristici della commedia. Nonostante a primo impatto possa apparire poco serio ed improntato esclusivamente all’azione, questo film ci parla anche di tematiche importanti come la lotta di classe in America e il razzismo. Se regia e fotografia fanno il loro lavoro, è nella presentazione dei villain della storia che la pellicola da il suo massimo, con costumi creati appositamente per i vari vampiri e con effetti prostetici e trucco più che azzeccati. Una buona commedia horror, dunque, da guardare magari con amici in una visione non troppo impegnata, che riesce comunque ad intrattenere lo spettatore e a trasmettere qualcosa.

    [fusion_separator style_type="single solid" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" sticky_display="normal,sticky" class="" id="" flex_grow="0" top_margin="5" bottom_margin="45" width="" alignment="center" border_size="2" sep_color="#a13600" icon="" icon_size="" icon_color="" icon_circle="" icon_circle_color="" /][fusion_testimonials design="classic" navigation="no" speed="" backgroundcolor="" textcolor="" random="" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" class="" id=""][fusion_testimonial name="Mattia Bianconi" avatar="image" image="https://framescinemawebzine.com/wp-content/uploads/2021/04/frames-cinema.com6_.png" image_id="1648|full" image_border_radius="" company="Redattore" link="https://www.framescinema.com/redazione" target="_blank"]

    Questo articolo è stato scritto da:

    [/fusion_testimonial][/fusion_testimonials]