In occasione dell’imminente uscita dell’ultimo film di M. Night Shyamalan, i nostri Luca e Alberto passano in rassegna (quasi) tutta la filmografia del regista statunitense, classificando i suoi film dal migliore al peggiore.
All’alba del nuovo millennio, la Dreamworks appare ben decisa ad intraprendere varie strade in cerca di un’identità più definita. Nonostante le prestazioni non esaltanti al botteghino dei suoi primi due lungometraggi, lo studio era riuscito a far parlare di sé e in casa Disney in molti avevano già intuito che il loro nuovo rivale non sarebbe stato un fuoco di paglia.
La voglia di esplorare dello studio lascia partire varie direttrici: lo svecchiamento della tecnica tradizionale in chiave neoclassica seguendo Il Principe d’Egitto, la sperimentazione con la claymation grazie alla collaborazione con lo studio britannico Aardman e l’espansione di un’ancora pionieristica CGI, che nel 2000 verrà momentaneamente messa da parte in attesa di calare l’asso l’anno successivo con Shrek. In questo anno quindi trovano spazio due opere decisamente pregevoli, improntate alla commedia pura ma sostanzialmente diversissime tra loro a partire dalla tecnica utilizzata: La Strada per El Dorado (The Road to El Dorado, Eric “Bibo” Bergeron e Don Paul con Will Finn e David silverman, 2000) è una commedia avventurosa, Galline in Fuga (Chicken Run, Peter Lord e Nick Park, 2000) un farsesco escape movie. Di Galline in Fuga parleremo nella prossima tappa del nostro viaggio, poiché stavolta ci soffermeremo sulla (brevissima) esperienza “neoclassica” della Dreamworks.
Come ricordato nel primo episodio del nostro viaggio, El Dorado mostra notevoli somiglianze con il coevo Disney Le Follie dell’Imperatore (The Emperor’s New Groove, Mark Dindal) con lievi differenze: l’ambientazione americana (meridionale e precolombiana in Disney, centrale e seicentesca in Dreamworks), la forte componente umoristica (slapstick e debitrice dei Looney Tunes da una parte, sorniona e in alcuni momenti davvero poco innocente dall’altra), protagonisti antieroici (Kuzco è un egoista viziato, Miguel e Tullio sono due adorabili farabutti), un’intrusione del fantasy. Volendo confrontare i due film, El Dorado perde la sfida perché nonostante l’irriverenza e le situazioni che aggirano il parental control risulta quasi meno coraggioso del suo rivale, anche a causa (come ne Il Principe d’Egitto) dell’invadente colonna sonora. Le Follie, nonostante fosse stato concepito come un film estremamente drammatico (con colonna sonora di Sting di cui rimangono alcune tracce più o meno riuscite) non è un musical, l’unica canzone prima dei titoli di coda è all’inizio cantata da un avatar di Tom Jones, sembra più una intro di uno show di Las Vegas che uno spettacolo di Broadway. Al netto di questa grossa debolezza troviamo una pellicola sicuramente godibile, che trae forza dalle scenografie, da un character design riuscitissimo, dalla semplicità della sua storia e da un trio di protagonisti veramente interessanti (Miguel e Tullio con la provocante ladruncola Chel) nonostante il villain, lo stregone Tzekel-Kan non regga il confronto con gli irresistibili Yzma e Kronk. Lo scontro diretto con quello che è diventato un cult generazionale, non ha aiutato El Dorado che tuttavia è riuscito a prendersi il suo piccolo posto nella storia del genere.
Restiamo in America anche nel successivo film in cel animation dello studio di Glendale, Spirit-Cavallo Selvaggio (Spirit: Stallion of the Cimarron, Kelly Asbury e Lorna Cook, 2002) L’inquadratura iniziale con un’aquila dalla testa bianca americana in volo sulle praterie mostra subito allo spettatore il vero protagonista: la terra americana. In pieno clima post 11 settembre, la Dreamworks si mostra al mondo con un film libertario, ma anticapitalista, antimilitarista, per certi versi anti WASP. Oltretutto il personaggio principale del film è un purosangue mustang che in nome del realismonon parla, ma i suoi pensieri ci vengono narrati dalla voce narrante fuoricampo prestata da Matt Damon. Altrettanto reale è l’antagonista, emblema della sete di potere e di espansione americana, severo senza risultare estremamente crudele o macchiettistico, e in nome dell’assoluzione di tutto il popolo statunitense alla fine ammette con dignità e rispetto la sconfitta. Il tono del film risulta intenso e drammatico, l’umorismo è leggero e a tratti amaro, quasi a far riprendere fiato tra una catastrofe e un’altra, almeno fino al finale prevedibilmente lieto. La colonna sonora, di Bryan Adams in originale e di Zucchero nella versione italiana, resta fuori campo eliminando la componente musical che aveva danneggiato tanto Il Principe quanto El Dorado, risultando coinvolgente, poetica e capace di restare nella memoria del pubblico. Il film fa breccia nel cuore del pubblico in un anno affollatissimo di prodotti animati riuscitissimi, nonostante la matrice drammatica e politica, ed è davvero un peccato vedere questi personaggi riciclati in decine di prodotti televisivi scadenti.
L’ultimo tentativo di animazione tradizionale della Dreamworks è forse una delle più grandi occasioni sprecate della storia del genere, Sinbad-La Leggenda dei Sette Mari (Sinbad: Legend of the Seven Seas, Patrick Gilmore e Tim Johnson, 2003) casualmente (o magari no) uscito nello stesso anno in cui iniziavano le avventure dell’amatissimo capitano Jack Sparrow, tratto da un racconto de Le Mille e una Notte sembra a tratti figlio dell’ignoranza e della superficialità. La vicenda, originaria del mondo arabo e persiano, viene ambientata in un’indefinita Europa Mediterranea, Siracusa, più che una città magno greca, sembra una Londra del 1500, costumi, scenografie e macchinari richiamano dozzine di epoche diverse, e di certo i pirati dell’epoca non sognavano di svernare alle Fiji. Il character design è riuscitissimo ma non sufficientemente sfruttato a livello mediatico e commerciale, la storia ha spunti interessanti ma confusi, un miscuglio di mitologie diverse, e il racconto di avventura è rallentato dal triangolo amoroso che vede coinvolto il protagonista, doppiato da Brad Pitt. Altro notevole problema sono gli ingombranti inserti inCGI: i mostri incontrati dai nostri eroi (il glaciale Roc, l’isola pesce, le sirene) tradiscono tecnologie troppo acerbe. Non sorprende quindi il risultato estremamente deludente al botteghino, che convincerà la Dreamworks ad abbandonare la sua opera di rivalutazione dei classici disegni animati in favore del computer.
Può il complesso concetto di multiverso e tutto ciò che ne deriva diventare una gigantesca metafora del burrascoso rapporto tra una madre e la propria figlia? I Daniels (Daniel Kwan e Daniel Scheinert) ci hanno risposto con uno dei film più sorprendenti, emozionanti e premiati dell’anno, il “cinecomic atipico” Everything Everywhere All At Once. Uscito in Italia ormai a ottobre dello scorso anno, il film è tornato in alcune sale negli scorsi giorni proprio per via dei numerosi riconoscimenti avuti ai Golden Globe 2023 e grazie alle numerosissime nominations agli Oscar. Ammirarne la bellezza in sala è sicuramente la scelta migliore viste le spettacolari scene d’azione di cui il film è pieno, arricchite da ambientazioni fantastiche e costumi affascinanti già premiati in diverse occasioni. Si è parlato di come il film possa essere una valida “alternativa” ai cinecomic made in Marvel, e va detto che molti fan della casa supereroistica hanno apprezzato l’opera dei Daniels, soprattutto perché hanno potuto ridere a delle battute effettivamente divertenti (scusami tanto, Thor!). In questa sede non è necessario dilungarsi a parlare di come Everything Everywhere All At Once riesca a divertire, intrattenere con delle storie incredibili e toccare profondamente il cuore del suo pubblico; per questo esiste già la nostra recensione.
Ciò su cui è interessante concentrarsi è il difficile rapporto madre-figlia che i Daniels ci mettono davanti agli occhi, le sue implicazioni psicologiche e i rimandi a quel frammento di vita che molte figlie hanno vissuto in relazione alle proprie madri.
EVELYN E JOY TRA MULTIVERSI E PSICOLOGIA
Protagonista di Everything Everywhere All At Once è Evelyn (Michelle Yeoh), immigrata cinese che gestisce una lavanderia negli Stati Uniti insieme al marito Waymond (Ke Huy Quan). La vita di Evelyn e la sua situazione familiare non stanno procedendo bene: la lavanderia è sotto un severissimo controllo da parte del fisco, Waymond vorrebbe un divorzio, sua figlia Joy (Stephanie Hsu) le ha appena presentato la propria ragazza e vorrebbe che la madre accettasse il suo essere lesbica. Durante un colloquio presso l’ufficio tributi statunitense, Evelyn entra in contatto con una versione alternativa del marito che le spiega come l’intero multiverso sia sotto la minaccia di Jobu Tupaki, una versione alternativa di Joy divenuta malvagia e potente, in grado di manipolare la materia e distruggere qualsiasi cosa. Jobu Tupaki altro non è che la personificazione del rapporto conflittuale che c’è tra Evelyn e Joy, soprattutto durante un periodo così complesso come l’adolescenza. L’atteggiamento “ribelle” della figlia viene reso palese da come la madre reagisce in sua presenza, da come cerca costantemente di ricordarle che il nonno è un tradizionalista, che non accetterebbe mai una nipote così diversa dal “normale”. Ogni discorso è un modo per camuffare il fatto che la prima a non comprendere la figlia è proprio la madre stessa, colei che l’ha messa al mondo e le ha donato la tenacia, la curiosità, il coraggio, ma anche la testardaggine.
In psicologia, il conflitto generazionale madre-figlia viene spiegato e analizzato grazie alla psicoanalisi freudiana, per la quale tutto si riconduce alla primordiale castrazione (o paura di essa) di cui soffre ogni essere umano. La bambina scopre la propria castrazione e indica come assoluta colpevole la madre, responsabile di averle portato via qualcosa, di averla “castrata”; dal lato opposto, la madre vede nella figlia uno sbocciare di femminilità fresca, innocente, talmente meravigliosa da generare un’invidia inconscia. Nella maggior parte dei casi, questo comportamento finisce per riflettere ciò che la madre ha subito durante la propria crescita dalla propria genitrice, creando un circolo vizioso, un costante ricambio che può andare avanti all’infinito (non a caso per indicare lo spezzare di un comportamento tossico generazionale si utilizza l’espressione “rompere il cerchio”).
Ed ecco che la lotta tra Evelyn e Jobu Tupaki assume tutto un significato nascosto che va al di là della salvezza del multiverso: quello che deve essere salvato è il loro rapporto, l’amore che le due provano l’una per l’altro che tuttavia fatica mostrarsi. È compito di Joy rompere quel cerchio, ma non è in grado di farlo senza che Evelyn capisca e accolga un cambiamento importante come questo.
DUE SASSI ROTOLANO GIÙ DA UNO STRAPIOMBO
Dopo incredibili avventure attraverso i più svariati mondi in cui Evelyn è sia una campionessa di kung fu sia una cuoca provetta sia un sasso sul bordo di un precipizio, madre e figlia si incontrano e discutono animatamente di multiversi, dell’esistenza umana e di come tutto non abbia un vero senso di fronte all’infinità di mondi esistenti. Evelyn finisce quasi per seguire Jobu nel suo piano di distruzione (e autodistruzione), ma le basta poco per comprendere che quella giovane donna altri non è che una povera figlia privata della propria madre, alla disperata ricerca di qualcuno che possa comprenderla e starle accanto. Evelyn convince Jobu a non farla finita e nello stesso tempo riesce a riconciliarsi con Joy e Waymond, incollando a poco a poco i pezzetti della sua vita che si stavano lentamente staccando. Madre e figlia riescono a superare insieme la conflittualità, il cerchio oscuro (o forse il bagel?) che aveva condizionato le loro vite fino a poco fa si è spezzato e le due possono abbracciarsi senza quell’enorme muro che fino a poco prima le divideva. Evelyn ha accettato Joy, la sua testardaggine, il suo atteggiamento un po’ ribelle, e Joy ha accettato che Evelyn non è una madre perfetta, ma farebbe di tutto per non lasciarla mai sola.
Il sasso più piccolo si è gettato dallo strapiombo e sta rotolando, forse non si fermerà mai; ma non è solo, perché è seguito da vicino da un sasso un poco più grande, con qualche ammaccatura qui e là, deciso a non perdere mai il fianco dell’altro.
E poi c’è il pubblico, seduto nella poltroncina del cinema, che finisce per commuoversi davanti ai due sassi che rotolano nelle polvere.
Il Super Bowl è uno degli eventi più attesi dagli appassionati di cinema e serie tv, e l’edizione 2023, la cinquantasettesima, non è da meno quanto a trailer e spot trasmessi prima, durante e dopo la partita. Come sempre gli studios, i canali televisivi e gli streamer hanno amplificato il maxi-evento pubblicando teaser, spot e trailer anche online.
Il trailer più clamoroso della serata è strato quello di The Flash, l’atteso cinecomic che aprirà il DC Universe, pur essendo un prodotto pretendente alla rivoluzione nei DC Studios. Grande successo anche per gli spot di Indiana Jones 5 e di Fast X, quest’ultimo anticipato da un trailer pochi giorni fa.
Ogni major ne ha poi approfittato per lanciare filmati promozionali per i principali blockbuster attesi per il 2023: Marvel ha pubblicato il secondo trailer e un nuovo poster di Guardiani della Galassia Vol. 3; Paramount ha mostrato alcune immagini da Scream VI, dall’adattamento di Dungeon & Dragons e dal settimo film del franchise di Transformers; Warner Bros. ha rivelato gli attesi sequel di Creed e John Wick, e infine Universal ha avviato una campagna marketing in grande stile per il film su Super Mario.
Come di consuetudine, assieme ai trailer sono stati pubblicati anche alcuni divertenti spot tv che approfittano del pubblico e del contesto del Super Bowl per reclamizzare prodotti con famosi testimonial, come il commercial di Heineken che sfrutta l’imminente uscita di Ant-Man 3 e quello di General Motors che mostra Will Ferrell inserirsi nelle produzioni di Netflix. Una menzione d’onore la merita anche lo spot che celebra i 100 anni dellaDisney.
SUPER BOWL 2023: TRAILER E SPOT CINEMATOGRAFICI
THE FLASH (trailer + spot) – dal 16 giugno (USA)
L’uomo più veloce della terra in una delle produzioni più tormentate di sempre è il protagonista del primo film della nuova direzione di James Gunn (e Peter Safran) ai DC Studios, con Ezra Miller che interpreta un doppio Flash e Ben Affleck e Michael Keaton nei panni di due Batman diversi. Lo spot mostrato durante il Super Bowl riprende parte delle scene viste nel primo trailer ufficiale dell’atteso cinecomic di Andrés Muschietti pubblicato sui social prima dell’inizio della partita.
TRAILER ORIGINALE
TRAILER ITALIANO
SPOT
INDIANA JONES E LA RUOTA DEL DESTINO (spot) – dal 30 giugno
L’ultimo saluto di Indiana Jones, trascinato fuori dalla pensione dalla sua figlioccia alla ricerca di un nuovo misterioso tesoro dell’umanità. Diretto da James Mangold, con Harrison Ford, Phoebe-Waller-Bridge e Mads Mikkelsen, tutti e tre protagonisti del nuovo spot di 30 secondi mostrato al Super Bowl.
SPOT
FAST X (trailer + spot) – dal 18 maggio
Il decimo capitolo della saga automobilistica con più testosterone di Hollywood lancia Dom Toretto(Vin Diesel) e i suoi in una vorticosa avventura intorno al mondo contro il villain Jason Momoa, diretti da Louis Leterrier e affiancati da un cast all-star, che include Jason Statham, Brie Larson e John Cena. Il nuovo trailer è stato lanciato qualche giorno prima, mentre al Super Bowl è stato mostrato uno spot con scene inediti.
TRAILER ORIGINALE
TRAILER ITALIANO
SPOT
GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 3 (trailer) – dal 3 maggio
L’attesissimo capitolo conclusivo della trilogia di James Gunn alla Marvel racconterà l’ultima grande avventura di questa sgangherata gang galattica con la consueta dose di azione e divertimento, con Chris Pratt, Zoe Saldana, Will Poulter e molti altri. Durante l’evento sono stati mostrati al pubblico social un nuovo trailer e poster.
TRAILER
SCREAM VI (spot) – dal 9 marzo
La nuova generazione delle vittime di Ghostface guidate da Jenna Ortega festeggia Halloween a New York City, che cosa può andare storto? Come si vede nello spot pubblicato, di circa un minuto, per superare i continui attacchi dell’assassino si dovrà passare alle armi da fuoco.
SPOT
DUNGEONS & DRAGONS: L’ONORE DEI LADRI (spot) – dal 30 marzo
L’adattamento cinematografico del popolare gioco di ruolo fantasy finalmente arriva sul grande schermo in un blockbuster con Chris Pine, Michelle Rodriguez e Regé-Jean Page. Uno spot di 30 secondi anticipa molta azione.
SPOT
TRANSFORMERS: IL RISVEGLIO (spot) – dal 9 giugno (USA)
Il settimo capitolo di Transformers cerca di rilanciare il franchise con un reboot ambientato negli anni ’90. Nello spot fa il suo debutto Mirage nei “panni” della leggendaria Porsche 911 Carrera RS 3.8.
SPOT
CREED III (spot) – dal 2 marzo
Michael B. Jordan debutta alla regia per il terzo film dedicato al pugile Adonis Creed, allievo del leggendario Rocky Balboa, nonostante l’assenza di Sylvester Stallone dal cast. Nel nuovo spot il personaggio interpretato da Jonathan Majors giura vendetta nei confronti del protagonista.
SPOT
JOHN WICK 4 (spot) – dal 23 marzo
L’indistruttibile John Wick cerca di sgominare la Gran Tavola che lo persegue per aver violato il codice nei capitoli precedenti. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Laurence Fishbourne, Ian McShane e la new entry, il villain Bill Skarsgård. Lo spot pubblicato su Twitter lancia la Wick Week.
L’amato personaggio nato dai giochi Nintendo riceve il suo primo adattamento animato con la voce di Chris Pratt. Durante l’evento sportivo la Universal ha lanciato un nuovo spot in stile vintage dell’attività idraulica famigliare di Mario e Luigi abbinato con il loro sito internet a tema.
In questo ventinovesimo episodio di Strade Perdute, Alessandro, Jacopo e il loro ospite Nicolò analizzano 3 film d’animazione Pixar degli anni 2000, nello specifico:
Come promesso e anticipato dal poster ufficiale di The Flash pubblicato nelle scorse ore, l’etichetta Warner Bros Discovery ha approfittato del Super Bowl 2023 per pubblicare il primo trailer integrale dell’attesissimo cinecomic DC con protagonista Ezra Miller.
TRAILER ORIGINALE
TRAILER ITALIANO
Il video mostra Barry Allen alle prese con le scelte e le opzioni del Multiverso, ripercorrendo tutti gli eventi cardine dell’universo condiviso DC attivo finora, dal Generale Zod di L’uomo d’acciaio al Batman di Ben Affleck. La trama del film seguirà infatti il tentativo di Flash di tornare indietro nel tempo con la sua super-velocità per impedire la morte di sua madre. La sua missione, tuttavia, avrà grosse ripercussioni sul continuum spazio-temporale del Multiverso DC, al punto che James Gunn ha confermato che The Flash resetterà il l’universo conosciuto sinora.
Il motivo per cui il trailer era atteso e ha attratto maggior clamore, tuttavia, non riguarda Flash ma Batman, presente in due versioni diverse, interpretate rispettivamente da Ben Affleck e Michael Keaton, che riprenderanno i ruoli del Bruce Wayne dello ‘SnyderVerse’ e del Bruce Wayne del ‘BurtonVerse’,e ci si domanda se comparirà in un cameo anche il George Clooney dello ‘SchumacherVerse’. Non solo: nel trailer di The Flash debutta anche la nuova Supergirl interpretata da Sasha Calle.
SINOSSI
La sinossi ufficiale del film:
I mondi si scontrano in Flash quando Barry usa i suoi superpoteri per viaggiare indietro nel tempo per cambiare gli eventi del passato. Ma quando il suo tentativo di salvare la sua famiglia altera inavvertitamente il futuro, Barry rimane intrappolato in una realtà in cui il generale Zod è tornato minacciando l’annientamento della Terra, e sulla quale non ci sono più supereroi a cui rivolgersi.
A meno che Barry non riesca a convincere un Batman molto diverso ad uscire dalla pensione ed andare a salvare un kryptoniano tenuto progioniero…anche se non è esattamente quello che sta cercando. Alla fine, per salvare il mondo in cui si trova e tornare al futuro che conosce, l’unica speranza di Barry sarà lottare per la sua vita. Ma il sacrificio finale sarà sufficiente per resettare l’universo?
CAST TECNICO E ARTISTICO
The Flash è diretto da Andy Muschietti, su script di Christina Hodson. Nel cast, insieme a Ezra Miller nei panni del Velocista Scarlatto e Michael Keaton che riprenderà il ruolo di Bruce Wayne / Batman a 33 anni di distanza, tornano dal DC Extended Universe Ben Affleck come Batman, Michael Shannon nei panni del Generale Zod, ma anche Antje Traue, Temuera Morrison e Kiersey Clemons.
Tra le new entry annunciate vi saranno invece Sasha Calle nel ruolo di Kara Zor-El alias Supergirl, Ron Livingston in sostituzione di Billy Crudup nel ruolo di Henry Allen e Maribel Verdú nel ruolo di Nora Allen. Completano il cast Saoirse-Monica Jackson e Rudy Mancuso i cui ruoli sono ancora sconosciuti.
IL FUTURO DEL DC UNIVERSE
Per coloro che si chiedono se Miller continuerà ad interpretare Flash dopo questo film, Peter Safran della DC ha recentemente offerto un aggiornamento: “Ezra è completamente impegnato nel suo percorso di guarigione”, ha spiegato Safran. “E sosteniamo pienamente quel viaggio che sta affrontando in questo momento. Quando sarà il momento giusto, quando si sentirà pronto per discutere, capiremo tutti qual è il miglior percorso da seguire. Ma in questo momento, è completamente concentrato sulla sua guarigione. E nelle nostre conversazioni con lui negli ultimi due mesi, sembra che stia facendo enormi progressi”.
Per approfondire vi invitiamo a leggere il nostro articolo precedente sulla nuova gestione dell’universo DC di James Gunn e Peter Safran.
Dopo la pubblicazione di video celebrativi del franchise di Fast & Furious e in attesa del primo trailer ufficiale che verrà presentato al Super Bowl nelle ore tra domenica sera e lunedì mattina, il decimo capitolo della saga Fast X si è mostrato questa notte con un primo brevissimo teaser pensato per annunciare l’apertura delle prevendite.
Il filmato promozionale sprizza machismo da tutti i pori ed è capitanato ovviamente da Vin Diesel, che apre la strada all’incredibile cast all-star tra clamorosi nuovi arrivi e grandi ritorni dal passato: in 30 secondi, i fan possono intravedere Michelle Rodriguez, John Cena, Jason Statham, Brie Larson e Jason Momoa, insieme a tanti altri co-protagonisti del film.
Il regista Louis Letterier ha detto sul nuovo capitolo della saga:
Una guerra è in corso. Sta per arrivare alla fine, e sarà una gara all’ultimo sangue. Ci saranno perdite tremende. Si dovranno prendere posizioni. Si comporranno alleanze. I buoni diventeranno cattivi, i cattivi, buoni.
E poi ha aggiunto:
Sono più terra-terra, di altri registi, e quindi ho riportato la serie coi piedi per terra. Abbiamo avuto veri stunt, potenziati dagli effetti visivi. Abbiamo girato a Los Angeles, Londra, Rio, in Portogallo, abbiamo fatto esplodere degli Hummer che volavano per Roma. Ci saranno scene iconiche. Vedrete. Fintanto che Dom Toretto è al volante, non c’è nulla che non possa fare.
FAST & FURIOUS LEGACY TRAILER
Fast X ha svolto parte delle riprese in Italia tra Roma e Torino per un totale di circa quattro settimane tra maggio e giugno 2022, che hanno coinvolto una troupe gigantesca di circa 400 persone più maestranze locali e diversi membri del cast principale, inclusi Vin Diesel e Jason Momoa. Le scene ad alto tasso action hanno interessato a Roma il centro storico e la zona dei Castelli Romani e a Torino le strade e i ponti circostanti il Po (con tutta probabilità per andare a confluire in una grande sequenza ambientata nella finzione solamente a Roma).
Fast X è diretto dal regista di Transporter e The Incredible HulkLouis Leterrier, che ha sostituito il precedente regista Justin Lin dopo che quest’ultimo ha improvvisamente abbandonato il progetto a riprese appena iniziate, a causa di non meglio specificate divergenze creative. Il film è scritto da Lin e Dan Mazeau, con Lin ancora impegnato come produttore.
Il cast di Fast X sarà composto da Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Ludacris, Tyrese Gibson, Jordana Brewster, Nathalie Emmanuel, Charlize Theron, Helen Mirren, Sung Kang, Michael Rooker, e Scott Eastwood. Mentre tra i nuovi membri possiamo menzionare Rita Moreno, Jason Momoa, Alan Ritchson, Daniela Melchior e Brie Larson.
Fast X uscirà il 18 maggio 2023 in Italia e il giorno successivo negli Stati Uniti.
Zerocalcare sta per tornare e quale migliore platea per annunciarla se non quella della kermesse più seguita della televisione italiana? Come si vede nella nuova clip di anticipazione della sua prossima serie animata, Questo mondo non mi renderà cattivo, il fumettista e ora animatore è stato “costretto” dai potenti boss di Netflix a far debuttare le prime immagini della sua nuova opera nientemeno che durante le pause pubblicitarie della terza serata del festival di Sanremo.
In questo teaser lo stesso Zerocalcare (animato) appare come un patinatissimo conduttore della gara canora che, però, come al solito, si fa prendere dall’ansia e preferisce far parlare le immagini.
TRAILER
Questo mondo non mi renderà cattivonon sarà una continuazione diretta di Strappare lungo i bordi, la prima serie che Zerocalcare aveva realizzato per Netflix, accolta con calore da pubblico e critica. Il nuovo progetto è completamente originale, scritto e diretto da Zerocalcare, e sarà composto da 6 episodi, di circa mezz’ora ciascuno, che entreranno ancora più a fondo nelle tematiche care all’autore.
In particolare il titolo dello show rappresenta una sorta di mantra, una frase che lo stesso Zerocalcare si ripete, quasi per auto-convincersi, in quei momenti della vita in cui ci si sente accerchiati, senza via di fuga, in cui sarebbe più facile fare scelte sbagliate, rinnegare ideali e princìpi pur di togliersi dai guai.
In Questo mondo non mi renderà cattivo torneranno il mondo narrativo, il linguaggio unico e i personaggi storici e inconfondibili dell’universo di Zerocalcare: Zero, Sarah, Secco (doppiati dallo stesso autore) e l’Armadillo, l’immancabile coscienza di Zero, doppiato anche questa volta dalla voce inconfondibile di Valerio Mastandrea. Saranno loro i protagonisti di una narrazione fatta di digressioni, aneddoti, emotività e colpi di scena.
La serie è prodotta da Movimenti Production, società del gruppo Banijay, in collaborazione con BAO Publishing, casa editrice che da sempre pubblica le opere di Zerocalcare. Pur non avendo ancora una data di uscita ufficiale (“prossimamente” recita il teaser), sappiamo con certezza che uscirà su Netflix nel corso del 2023, oltre un anno dopo la precedente Strappare lungo i bordi.
Zerocalcare, al secolo Michele Rech, è uno dei più acclamati fumettisti e illustratori del panorama italiano, è in attività da oltre 20 anni e durante la sua carriera ha venduto più di un milione di libri. Il suo primo albo a fumetti, La profezia dell’armadillo (ottobre 2011), ha riscosso grandissimo successo e ha lanciato la carriera del suo autore e ache il personaggio dell’Armadillo, divenuto ricorrente nell’opera di Zerocalcare, del quale rappresenta una proiezione soggettiva.
Dal medesimo albo è stato tratto l’omonimo adattamento cinematografico del 2018 con Simone Liberati, Pietro Castellitto e Valerio Aprea nei panni dell’Armadillo. Zerocalcare è poi approdato su Netflix nel novembre 2021 come autore e interprete (affiancato da Valerio Mastandrea che doppia l’Armadillo) con la serie animata Strappare lungo i bordi, successo di pubblico e critica, tradotta in varie lingue e trasmessa in oltre 150 paesi.
Dopo pochi giorni dall’annuncio, MGM presenta il trailer di Air, il nuovo film di Ben Affleck & Matt Damon sulla nascita delle Air Jordan della Nike. Air, con la regia di Ben Affleck, è il primo prodotto della neonata etichetta Artists Equity, fondata dal duo Damon-Affleck dopo le numerose collaborazioni come Will Hunting – Genio ribelle e The Last Duel.
Come svelato dal il trailer, Air racconta la storia di Sonny Vaccaro, il genio del marketing che a metà degli anni ’80 spinse Nike Inc. ad inseguire l’atleta più eccezionale del mondo, Michael Jordan. L’imprenditore, la cui storia è già stata raccontata nel documentario Sole Man, sarebbe stato ricordato per sempre nel settore per aver convinto la superstar del basket a firmare il suo primo contratto di sneakers in quella che è la partnership di marketing di maggior successo di sempre. Ma la storia del film sarà ambientata prima di quei giorni, quando Vaccaro non era altro che un uomo d’affari con un grande sogno nel cassetto, esaudito grazie ai suoi contatti con le persone vicino al campione NBA.
TRAILER ORIGINALE
L’imponente cast del progetto vede la partecipazione di Matt Damon nel ruolo dell’intraprendente dirigente Nike Sonny Vaccaro e Ben Affleck nel ruolo del co-fondatore del brand Phil Knight, e in altri ruoli legati al mondo del basket e dell’abbigliamento sportivo, in particolare la dirigenza di Nike, gli attori Jason Bateman (Rob Strasser, dirigente marketing), Matthew Maher (Peter Moore, designer delle Air Jordan 1), Chris Messina (David Falk, l’agente di Michael Jordan), Marlon Wayans (George Raveling, uno dei più importanti allenatori di pallacanestro del tempo), Chris Tucker (Howard White, presidente di Jordan Brand per Nike), Gustaf Skarsgård (Horst Dassler, della famiglia di imprenditori dell’abbigliamento sportivo che ha lanciato Adidas, Puma e Arena, rivali di Nike), Viola Davis e Julius Tennon (rispettivamente Deloris e James Jordan, i genitori di Michael).
Ben Affleck è il regista di Air; Alex Convery è autore della sceneggiatura, ripescando il soggetto dalla Black List (l’indice degli script rifiutati da Hollywood che viene pubblicato annualmente) del 2021. Producono David Ellison, Jesse Sisgold, Jon Weinbach, Affleck e Damon, Madison Ainley, Jeff Robinov, Peter Guber e Jason Michael Berman; i produttori esecutivi includono Dana Goldberg, Don Granger, Kevin Halloran, Michael Joe, Drew Vinton, John Graham, Peter E. Strauss e Jordan Moldo.
“Matt ed io siamo molto entusiasti che il pubblico veda Air e siamo orgogliosi che sia il primo prodotto di Artists Equity”, ha dichiaratoBen Affleck in un comunicato. “Il film è stata un’esperienza straordinaria in cui abbiamo avuto l’onore di lavorare con alcuni dei migliori cast e troupe del settore, i quali hanno portato passione, tenacia e creatività in uno sforzo collettivo per ricreare una storia straordinaria e ambiziosa. Apprezzo la fiducia di Jen Salke nella nostra capacità di realizzare un film di cui siamo orgogliosi, così come l’incredibile supporto continuo suo e di Sue Kroll per il film. Amazon Studios, Skydance e Mandalay sono stati tutti fondamentali per ottenere questo risultato e il film non avrebbe potuto essere realizzato senza di loro. Apprezziamo i passi compiuti da ciascuna delle loro parti per realizzarlo e vogliamo ringraziarli. Questa è stata la migliore esperienza creativa e personale della nostra vita e non vediamo l’ora di vederne molte altre simili”.
La biopic avrà distribuzione cinematografica cinematografica negli Stati Uniti a partire dal 5 aprile 2023 per poi uscire anche in streaming in esclusiva su Prime Video; non è ancora stato comunicato se in Italia debutterà nelle sale oppure direttamente in streaming.
Manca ormai un mese all’uscita nelle sale di Scream VI, nuovo capitolo della celebre saga horror ideata da Wes Craven. A questo si aggiunge l’imminente inizio del Super Bowl, l’evento sportivo che ogni anno rappresenta, per le produzioni audiovisive, una grande vetrina in cui mettersi in mostra. Per questi due motivi Paramount Pictures ha rilasciato un nuovo trailer del film con protagonista Ghostface.
Nel cast del nuovo capitolo ritroviamo Jenna Ortega, Melissa Barrera, Courteney Cox, Hayden Panettiere, Mason Goodin e Jasmin Savoy Brown a cui si aggiungono i nuovi arrivati Samara Weaving, Tony Revolori, Dermot Mulroney ed Henry Czerny.
La sceneggiatura è scritta, come per il capitolo precedente, da James Vanderbilt e Guy Busick mentre la regia è affidata nuovamente alla coppia di registi formata da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett che hanno preso le redini della saga dopo la scomparsa di Craven.
La pellicola, distribuita da Eagle Pictures, uscirà nelle sale italiane dal 9 marzo 2023.