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  • Cartoline Ritrovate XL – Giorni 5 e 6

    Cartoline Ritrovate XL – Giorni 5 e 6

    Comiche, Film scomparsi, Documentari, Film risorti, Rulli sperduti, Film riapparsi, Trailers, Film in via di estinzione, Cartoons, Settimane INCOM, Cinegiornali LUCE, Film da salvare, Cinema-spazzatura. Film a perdere. Bentornati al Cinema Ritrovato.

    Giorno 5

    The Lady Eve, di Preston Sturgess – Barbara Stanwyck, tutto quel che desideri

    Henry Fonda è un impacciato studioso di serpenti pieno di soldi e che a volte è meno scemo di quello che sembra (ma molto spesso lo è ancora di più), Barbara Stanwyck invece è furba quanto sembra, ma forse meno spregiudicata. Nasce cone truffa, diventa amore, torna truffa e forse finisce in amore

    The Lady Eve è una screwball comedy sentimentale, adorabile, amarissima nella sua dolcezza. Stanwyck che qui appare al naturale, senza parrucche bionde di sorta e può finalmente essere quella donna che prende e ribalta la situazione mille volte per i motivi più assurdi nel giro di pochissimi minuti. Ha una concezione tutta sua di affetto e rispetto, li dimostra fingendosi chi non è, e fortunata lei a trovare uno sufficientemente fesso per queste situazioni.


    No time for love, di Mitchell Leisen – Un colpo di fortuna: alla riscoperta di Mitchell Leisen

    Mitchell Leisen è sicuramente uno dei cineasti meno celebrati nella storia di Hollywood, e a lui è dedicata la classica retrospettiva su un regista di mestiere all’interno del festival. In questo film vediamo una stramba storia d’amore a sfondo quasi sindacale tra una giornalista (Claudette Colbert) e un minatore (Fred MacMurray). Lui, solitamente in giacca e cravatta lo troviamo qui in canotta e casco da miniera, consapevole dei propri limiti ma non per questo meno orgoglioso. La sottotrama quasi socialista non morde più di troppo. Probabilmente non l’episodio più interessante delle loro carriere.


    Curses of the Witch (Noidan Kirot), di Teuvo Puro – I Cineconcerti

    La scoperta dell’anno è sicuramente questo film, l’origine dell’horror nordico ambientato tra le steppe gelide della Finlandia. Orrore, grottesco, folklore, xenofobia e superstizione si fondono in questa piccola perla che suona lucidissima a distanza di cento anni, mostrandoci come anche nell’angolo più sperduto del mondo la prevaricazione e la diffidenza possano trasformarsi nel peggiore dei mali. 

    E la proiezione, accompagnata dal vivo dai Cleaning Women, è semplicemente spettacolare.


    Giorno 6

    House of Usher, di Roger Corman – Ritrovati e Restaurati 

    Altro film di Corman tratto da Poe, che sceglie di mostrare ancora di più il lato artigianale (e il fondo cassa vuoto) ma che proprio per questo risulta molto più affascinante e memorabile. Facciamoci andare bene quello stile recitativo molto ampolloso e quelle piccole aggiunte di trama che servono giusto a sgrassare gli ingranaggi, e divertiamoci, stavolta senza risate di troppo.


    Young Man with ideas, di Mitchell Leisen – Un colpo di fortuna: alla riscoperta di Mitchell Leisen

    Glenn Ford è di nuovo un middle man alle prese con una situazione più grande di lui. Un giovane avvocato Una moglie che lo ama ma che non è in grado di supportarlo nella maniera più fruttuosa, un lavoro che prima lo sfrutta, poi lo umilia, un trasferimento in California per tentare la scalata, una collega affascinata e affascinante, una paradossale deriva criminale. Il film ha troppa poca verve per poter essere la storia di un uomo piccolo che ribalta i torti e troppo posato per sfruttare il grande potenziale comico della situazione in cui il nostro si è andato ad infilare. Il vero elemento di interesse è il grande rapporto che si instaura tra la moglie, che nel privato si rivela molto più forte e intelligente di quando appare in pubblico, e la collega, forse il personaggio più coraggioso di tutti.


    Quo Vadis?, di Enrico Guazzoni – Ritrovati e Restaurati 

    Nuovo restauro filologico curato da Luigi Masi del monumentale film di Guazzoni del 1913. 100 minuti che all’epoca comportavano gli sforzi produttivi pari a quelli di un film da 4 ore attuale, Quo Vadis? è il grande classico del peplum, l’incendio di Roma ad opera di Nerone, le persecuzioni contro i cristiani e una serie di apparizioni cristologiche che oggi appaiono ridicole ma che sicuramente avranno scaldato molti cuori sul momento.


    Dracula in Istanbul, di Mehmet Mutar – Ritrovati e Restaurati

    Più che una perla nascosta, una pietruzza nelle scarpe, ma questo Dracula turco è il momento più volontariamente esilarante di questo Cinema Ritrovato. La prima apparizione audiovisiva della storia dei canini di Dracula è un campo-controcampo sballato e fuori fuoco, lo stacco sull’asse è solo uno strumento per la creatività del maestro Mehmet Mutar. E mentre Piazza Maggiore ascolta Liza Minnelli, noi siamo qui.

  • Cartoline Ritrovate XL – Giorno 4

    Cartoline Ritrovate XL – Giorno 4

    Comiche, Film scomparsi, Documentari, Film risorti, Rulli sperduti, Film riapparsi, Trailers, Film in via di estinzione, Cartoons, Settimane INCOM, Cinegiornali LUCE, Film da salvare, Cinema-spazzatura. Film a perdere. Bentornati al Cinema Ritrovato.


    Il Pozzo e il Pendolo (Pit and the Pendulum), di Roger Corman – Ritrovati e Restaurati 

    Proviamo a dare un’occhiata anche alla retrospettiva su Roger Corman, il mago del budget, maestro indiscusso della serie b hollywoodiana nonché miglior talent scout di tutti i tempi, qui in uno dei suoi vari adattamenti da Edgar Allan Poe, con un technicolor da bottega e, nemmeno a dirlo, Vincent Price e Barbara Steele protagonisti.

    Uno dei suoi film più strutturati e ambiziosi, forse non il più audace ed interessante della sua carriera e sicuramente il solito retrogusto camp strappa qualche risata alla Sala B del Cinema Odeon (new entry del festival) che collide con la gravitas della storia.


    Eva, di Maria Plyta – Cinemalibero

    Interessante documento con un film diretto dalla prima grande regista nella storia del cinema greco. Eva è un film che mostra una donna imprigionata in un matrimonio infelice su un’isola greca (e qua la metafora è palese) invaghirsi di uno sconosciuto arrivato dal mare. È lei a volerlo e a sceglierlo, spinta più dalla noia che dal vero desiderio di autodeterminazione.

    È davvero incredibile la sincerità e la naturalezza con cui viene affrontato il tema della libertà femminile in quell’anno e in un cinema “periferico” e non industriale, in una Grecia post – seconda Guerra Mondiale minata dalle occupazioni dalla costante assenza degli uomini e dalle tracce delle occupazioni, con il produttore del film morto a causa di una mina inesplosa durante le riprese.


    Lo straniero (The Stranger), di Orson Welles – Ritrovati e Restaurati

    Il faccione di Orson Welles sovrasta la serata in Piazza Maggiore in uno dei suoi film meno personali (non è stato scritto da lui) e paradossalmente più di successo al momento dell’uscita. Lo Straniero è uno dei tanti noir realizzati in quel periodo con protagonisti dei crudeli nazisti che tentano di far disperdere le proprie tracce negli Stati Uniti. Chiaramente Welles, che in questo film è minaccioso ed erotico come non mai, è la punta di diamante del tutto, soprattutto nel monologo in cui il nazista interpretato da Welles spiega ai suoi commensali il motivo per cui i tedeschi non accetteranno mai la sconfitta.

    Ad anticipare il tutto, abbiamo visto una selezione di filmati casalinghi raffiguranti Alfred Hitchcock e i suoi affetti. Una piazza intera in stato di shock per due ragioni: anche Hitchcock aveva un cuore ma, soprattutto, anche Hitchcock ha avuto 29 anni.

  • Cartoline Ritrovate XL – Giorno 3

    Cartoline Ritrovate XL – Giorno 3

    Comiche, Film scomparsi, Documentari, Film risorti, Rulli sperduti, Film riapparsi, Trailers, Film in via di estinzione, Cartoons, Settimane INCOM, Cinegiornali LUCE, Film da salvare, Cinema-spazzatura. Film a perdere. Bentornati al Cinema Ritrovato.


    Brian di Nazareth (Monty Python’s Life of Brian), di Terry Jones – Ritrovati e Restaurati

    Esistono persone più vicine alla parola Genio di questo scalcinato gruppo di plurilaureati inglesi, più quello zoticone di Terry Gilliam che aveva una sola misera laurea in una volgarissima università americana? La risposta che ci diamo è no.

    Il miglior film mai realizzato a tema biblico, posizione che difenderemo fino alla morte, è questa paradossale e per nulla consolatoria opera in cui Gesù è solo il più efficace dei mille predicatori volontari o involontari presenti all’epoca in quelle terre occupate, in cui ogni misero essere umano è alla ricerca di un messia solo per soffocare la propria mancanza di carisma e in cui alla morte e alla violenza si può rispondere solo con sorrisi e sotterfugi, spesso inefficaci. Il modo migliore per iniziare la giornata è vedere il cinema Europa cantare in gruppo Always look on the bright side of life.


    I Diavoli (Ken Russell’s The Devils), di Ken Russell – Ritrovati e Restaurati

    È il film più atteso di questo festival, ci è costato due ore di coda last minute e le aspettative non sono state deluse.

    Una delle opere audiovisive più devastanti, blasfeme e irricevibili mai realizzate (curioso averla vista dopo Life of Brian) diretta da un regista cattolico disperato a causa distribuzione originaria lacunosa e piena di tagli non approvati finalmente può apparire in tutta la sua dirompenza. I Diavoli sembra una rock opera dai toni pallidi, dopo cui è impossibile avere fiducia in una qualsiasi forma di potere. Speriamo che questo restauro realizzato da Warner Bros, pianificato per la dustribuzione ad ottobre, possa essere visto da più persone possibili.


    The Bounty Hunter 3D, di André de Toth – Ritrovati e Restaurati

    Il Cinema Ritrovato significa anche scegliere di disertare Piazza Maggiore per andare a vedere un filmaccio western degli anni 60 per due semplici ragioni: prima del film viene proiettato il corto Popeye, The Ace of Space ed entrambi i film sono in 3D.

    The Bounty Hunter è in fin dei conti un western di terz’ordine con il pilota automatico e pure qualche scena riciclata, le potenzialità del 3D si riducono ad una gag contata e nessun personaggio buca lo schermo particolarmente. Però abbiamo visto il Modernissimo esplodere quando Braccio di Ferro ha mangiato gli spinaci, e la giornata può dirsi conclusa.


  • Cartoline Ritrovate XL – Giorno 2

    Cartoline Ritrovate XL – Giorno 2

    Comiche, Film scomparsi, Documentari, Film risorti, Rulli sperduti, Film riapparsi, Trailers, Film in via di estinzione, Cartoons, Settimane INCOM, Cinegiornali LUCE, Film da salvare, Cinema-spazzatura. Film a perdere. Bentornati al Cinema Ritrovato.


    Gli Ultimi Giorni di Pompei, di Carmine Gallone e Amleto Palermi – Cento anni fa: 1926

    Un peplum degli anni 20 privo dei toni tronfi e trionfalistici con cui il regime esaltava quell’epoca lì. Una storia facilmente estrapolabile e traslabile in qualsiasi contesto storico politico tra amori impossibili, tradimenti, sotterfugi e ricongiungimenti. Resta la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di quasi inimmaginabile all’epoca, di un lavoro scenografico che guarda sia all’espressionismo che all’art decó, e che lascia presagire i futuri pregi e difetti di molti kolossal prodotti nel secolo successivo.


    La Fiamma del Peccato (Double Indemnity), di Billy Wilder – Barbara Stanwyck, tutto quel che desideri

    Barbara Stanwyck è il volto onnipresente di questa edizione, e non potevamo chiedere un esempio migliore per ammirarla dell’infida Phyllis Dietrichson protagonista di questo film. Più essere demoniaco che femme fatale vera e propria, personaggio che sembra quasi più godere della possibilità di fare del male a qualcuno piuttosto che dei propri obiettivi raggiunti. Fred MacMurray, sempre stato a suo agio nei panni dell’arrogante sfrontato e manipolatore, qui balla tra l’essere infido quanto la donna di cui si invaghisce e l’esserne soggiogato. Forse ha il cuore troppo tenero per i macabri propositi che si sono predisposti?
    E poi Billy Wilder, l’uomo capace di girare sia la miglior commedia della storia di Hollywood con L’Appartamento, che il miglior noir, quello che abbiamo appena recuperato.


    Fare Film è un Inferno – Presentazione del libro di Gabriele Niola

    Abbiamo iniziato la giornata con un peplum degli anni ’20 la proseguiamo con il racconto della produzione di un peplum degli anni ’60. Il giornalista, critico e podcaster Gabriele Niola sceglie infatti di presentare al Cinema Ritrovato, di cui è storico frequentatore, il suo nuovo libro in uscita per UTET Fare Film è un Inferno – Follie, eccessi e disastri che hanno fatto grande il cinema americano in cui racconta storie di grandi produzioni hollywoodiane andate malissimo, in una sorta di puntata dal vivo della sua serie di video Storyline. Ha parlato di Cleopatra, il film che ha aumentato di 24 volte il suo budget iniziale, che ha fatto scoccare la scintilla tra Liz Taylor e Richard Burton, che ha troncato la carriera di Joseph L. Mankiewicz e che ha fatto dire a tutte le persone che hanno partecipato alle riprese “ma quando finirà tutto questo”?.

    Beh, non vediamo l’ora di leggere il resto.


    Cuore Selvaggio (Wild at Heart), di David Lynch – Ritrovati e Restaurati

    Il film più furente e fiammeggiante di David Lynch, Palma d’Oro a Cannes tra i fischi, un Mago di Oz sotto acidi tra Elvis ed Heavy Metal in un’America bollente e delirante, lontana dai luoghi apparentemente più tranquilli ma altrettanto folli di Velluto Blu e Twin Peaks.

    Una Piazza Maggiore infuocata già due ore prima dell’inizio per ammirare Isabella Rosselini parlare di questo capolavoro. E nessuno rimarrà deluso.

  • cartoline ritrovate xl – giorno 1

    cartoline ritrovate xl – giorno 1

    Comiche, Film scomparsi, Documentari, Film risorti, Rulli sperduti, Film riapparsi, Trailers, Film in via di estinzione, Cartoons, Settimane INCOM, Cinegiornali LUCE, Film da salvare, Cinema-spazzatura. Film a perdere. Bentornati al Cinema Ritrovato

    Pre-apertura del festival – Selezione di Trailer e Materiale Pubblicitario d’epoca (1930-1990)

    Il sipario del Modernissimo si apre e diamo ufficialmente il via alla quarantesima edizione del Cinema Ritrovato XL, Il festival che ogni anno porta a Bologna il meglio e il peggio del cinema che molti si sono persi negli ultimi cento trent’anni o giù di lì.

    I quattro direttori, ci presentano una deliziosa selezione di trailer d’annata di moltissimi film nel programma di quest’anno, tra pellicole sgranate, traballanti e spesso in lingue diverse da quelle di origine del film, e già ci viene voglia di recuperare anche i titoli che avevamo completamente bypassato al momento di prepararsi una bozza di programma. Dopo un ricordo del co-direttore e co-fondatore del festival Gian Luca Farinelli di ciò che è stato il Cinema Ritrovato nei suoi primi anni, una rassegna all’interno della Mostra del Cinema Libero in cui i porno in 3D seguivano i cartoni della Disney, abbiamo un passaggio di testimone: dal prossimo anno Emilie Cauquy prenderà il posto di Mariann Lewinsky tra i direttori del festival. Ecco quindi una selezione di materiale di fine ottocento, e il volto di Josephine Baker a cui è dedicata una mostra al Cinema Lumière dà finalmente il via al Cinema Ritrovato XL.

    L’Innocente, di Luchino Visconti – Addio del passato: modernità di Luchino Visconti

    Luchino Visconti è il regista italiano a cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno. Nel film tratto dalla novella di D’Annunzio del 1892 Giancarlo Giannini è Tullio Hermil, un nobile dell’italia tardottocentesca che impiega gran parte del suo tempo a trascurare sua moglie e dedicarsi all’amante, con buona pace di entrambe. Quando la predisposizione di sua moglie cambierà, in Tullio esplode una gelosia incontenibile, un senso di orgoglio inadeguato e anacronistico, fintamente ribelle ma totalmente conformista. Tullio è il rappresentante perfetto di una classe dirigente inadeguata, pronta a piangere quando la situazione volge al peggio e a distogliere lo sguardo secondo convenienza. Il delitto è un’opzione, il rispetto è codificato da norme quasi macchiettistiche. Alle donne, non resta che sopravvivere in un mondo immobile e destinato ad implodere.

    Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans), di F.W. Murnau – I Cineconcerti

    Piazza Maggiore è gremita da una settimana, ma stasera abbiamo sullo schermo l’ultimo grande classico del muto a non essere ancora passato dal festival nei quarant’anni precedenti. Il capolavoro di Murnau, il primo vero grande film di Hollywood ad esprimere la narrazione attraverso le componenti scenografiche e  delle scenografie e addorittura meteorologiche , il primo Oscar al Miglior Film (o meglio, Miglior Produzione Artistica) della storia, qui risplende del emraviglioso restauro offerto dal San Francisco Film Reserve con accompagnamento musicale dell’immancabile Timothy Brock con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

    Un classico muto di cento anni fa, che risplende di una nuova vita in una Piazza Maggiore strapiena, la cartolina perfetta per chiunque chieda cosa sia Il Cinema Ritrovato.

  • LA COPERTINA DI GIUGNO

  • Cartoline Ritrovate – Giorno 9

    La Finestra sul Luna Park, Til We Meet Again e Yi Yi 

    Nono e Ultimo giorno di film in 16mm, perle Ritrovate in giro per il mondo, film concerto, ospiti da tutto il mondo, caldo asfissiante e posti a sedere in Piazza Maggiore due ore prima dell'inizio della proiezione. Bentornati al Cinema Ritrovato

    La Finestra sul Luna Park, di Luigi Comencini (Italia, Francia, 1957) – Prima la Vita! Il Cinema di Luigi Comencini

    Aldo è un emigrato italiano in Africa, torna in Italia in seguito alla morte della moglie e si trova in una situazione a lui aliena. Suo figlio Mario lo considera un estraneo e di fatto sente come figura paterna Righetto, un povero disgraziato amico di famiglia. Tanto Aldo (Gastone Renzelli) è duro, imperioso e irascibile, tanto Righetto (Pierre Trabaud) è buono, mite e disposto al sacrificio. 
    Il film ci racconta un'Italia in cambiamento, pronta a tuffarsi nel benessere della modernità sapendo ciò che si deve lasciare indietro (le convinzioni dei più anziani sull'inutilità della scuola), cosa deve mantenere (una certa coesione nei rapporti) e cosa acquisire ( in questo film si vedono uomini che capiscono l'inutilità dello schiaffo e della voce urlante). Comencini sperava, forse ingenuamente, in una Italia gentile.
    Nel corto documentario Bambini in Città vediamo una richiesta gentile di Comencini, di creare un ambiente il più dolce e accogliente possibile per i bambini, anche nei nuovi centri in espansione.

    L’Estrema Rinuncia (Til We Meet Again), di Frank Borzage (USA, 1944) – Ritrovati e Restaurati 

    Come Lifeboat il nostro primo giorno, vediamo un altro film realizzato da un grande regista in piena Seconda Guerra Mondiale. 
    In un villaggio della Francia occupata una giovane suora aiuta un soldato americano a fuggire dai tedeschi. I due devono fingersi sposati, forse si innamorano ma lui è fedele a sua moglie e lei al suo credo.
    La tragedia è sempre dietro l'angolo, e nasce spesso dalla fatalità. I tedeschi sono sempre più idioti, arroganti e crudeli, i francesi (a cui serviva dare molta fiducia) riescono in un modo o nell'altro a redimersi quando sbagliano (i collaborazionisti si pentono, gli ingenui capiscono e i codardi prendono coraggio). I due protagonisti mancano di quel carisma divistico di molti loro contemporanei, e sentiti davvero molto il peso del tempo, ma resta un bel documento. 

    Yi Yi – E uno… e due… (Yi Yi), di Edward Yang (Taiwan, Giappone, 2000) – Ritrovati e Restaurati 

    La nostra ultima sera del festival non ci vede in Piazza Maggiore per (ri)guardare La Zona di Interesse presentato da Jonathan Glazer, preferiamo scoprire il dramma di una famiglia medioborghese a Taiwan. Insoddisfazioni lavorative, senso di colpa nei confronti dei genitori ormai alla fine della loro vita o verso i figli inascoltati, vecchi amori che tornano o che vengono ricercati, nuove possibilità di cambiare la propria vita in senso imprenditoriale o spirituale. E in generale, tanta tanta disillusione. Il tutto con una fotografia perfetta, un utilizzo della scenografia sensazionale e uno dei migliori utilizzi del rosso della storia del cinema.
    Il nostro festival si conclude qui, attendendo però i nuovi appuntamenti in piazza del Cinena Sotto le Stelle bolognese che vedrà ospiti tra gli altri Jim Jarmusch, Brady Corbet e Wes Anderson.

    Nicolò Cretaro,
    Redattore.
  • Cartoline Ritrovate – Giorno 8

    The Pleasure Garden, Artists and Models, i corti dei Fratelli Fleischer e Sciopero.

    Ottavo giorno di film in 16mm, perle Ritrovate in giro per il mondo, film concerto, ospiti da tutto il mondo, caldo asfissiante e posti a sedere in Piazza Maggiore due ore prima dell'inizio della proiezione. Bentornati al Cinema Ritrovato.

    Il Labirinto delle Passioni (The Pleasure Garden), di Alfred Hitchcock (Regno Unito, Germania, 1925) – Cento Anni Fa: 1925

    Nostro ultimo appuntamento con la sezione dedicata alla riscoperta del 1925 con un programma variegato che vede come piatto forte nientemeno che l'esordio alla regia di Alfred Hitchcock, accompagnato al pianoforte da Meg Morley. A farci da antipasto abbiamo una brillante comica sonorizzata (Gus Visser and His Singing Duck), un film sperimentale con un grande uso primordiale del montaggio (Girls Dancing in the Lion Cage), uno spettacolo di danza (Charleston Dancing at Starlight Park) e addirittura il trailer di un film (Das Spielzeug von Pa­ris) di Michael Kértész prima che emigrante in America diventando Michael Curtiz.
    Venendo al sodo, The Pleasure Garden è un melodrammone di amori malati, tra un uomo devoto e una donna manipolatrice e tra una ragazza premurosa e un bel bastardone. I rapporti umani secondo Hitchcock alla fine stanno sempre lì. 

    Artisti e Modelle (Artists and Models), di Frank Tashlin (USA, 1955) – Ritrovati e Restaurati 

    Gradevolissima fantasia in Vistavision con meravigliosi colori valorizzati al massimo da un regista proveniente dall'animazione che non perde occasione di mostrarci macchie di vernice, colori e altre sorprese. Jerry Lewis eterno bambino e Dean Martin eterno adolescente sono i protagonisti di questa commedia musicale che prende in giro tanto Hitchcock quanto la considerazione che l'America nutriva per il fumetto popolare supereroistico (Frederic Wertham aveva pubblicato l'anno prima il delirante La Seduzione dell'Innocente in cui incolpa i fumetti essenzialmente di tutto ciò che andava storto negli Stati Uniti). Tanto è vulcanico e delirante Jerry Lewis quanto è autoironico Dean Martin. C'è tanto infantilismo quanto erotismo, si passa dal musical addirittura al film di spionaggio a settant'anni di distanza fa ancora ridere. 

    Ritorno all’Inchiostro: Cartoni Animati Restaurati, di Max e Dave Fleischer (USA, 1928-39) – Ritrovati e Restaurati 

    E verso la fine del festival ritroviamo i nostri amati Fratelli Fleischer con una nuova collezione di gioielli.
    Koko's Tattoo è una simpatica riproposizione del disegno che si anima, Betty Boop è protagonista sia del patetico e mieloso Little Nobody che del vulcanico So Does an Automobile. Ma a fare la parte del leone oggi sono i Color Classics, degnissimo rivale più cinico e rabbioso delle Silly Symphonies Disney. Troviamo sia dei quadretti con animali più smaliziati come Peeping Penguins e soprattutto il divertentissimo An Elephant Never Forgets, che un “brutto anatroccolo” più energico in The Little Stranger. Humpty Dumpty ci porta la tipica filastrocca inglese in una chiave marcatamente politica (e ad oggi fa amaramente ridere) ma il nostro preferito del programma è il geniale The Fresh Vegetable Mistery, capolavoro di scrittura e inventiva. E se già nel primo giorno vi avevamo anticipato l'influenza dei Fleischer su Cuphead, andate a vedere questo corto.

    Sciopero (Stačka), di Sergej Ėjzenštejn (URSS, 1925) – Cento Anni Fa: 1925

    Nuovo cineconcerto in Piazza Maggiore e nuovo appuntamento con un habitué del Cinema Ritrovato: Sergej Ėjzenštejn. Questa è sicuramente la sua opera più personale, libera e anticonvenzionale. Lo sfruttamento della classe operaia, la repressione della protesta, la coercizione morale ed economica vengono raccontate attraverso inquadrature sempre più audaci e frenetiche, la narrazione è frammentata, il montaggio analogico esplode come non mai. L'accompagnamento dal vivo, non di un’orchestra ma di strumentazione elettrica, ci accompagna nella dimensione senza tempo di questo film.

    Nicolò Cretaro,
    Redattore.
  • Cartoline Ritrovate – Giorno 7

    John & Irene, La Costola di Adamo, Uomini e Topi, Sholay

    Settimo giorno di film in 16mm, perle Ritrovate in giro per il mondo, film concerto, ospiti da tutto il mondo, caldo asfissiante e posti a sedere in Piazza Maggiore due ore prima dell'inizio della proiezione. Bentornati al Cinema Ritrovato

    John og Irene, di Asbjørn Andersen, Anker Sørensen (Danimarca, 1949) – Norden Noir

    Finalmente riusciamo a partecipare ad una proiezione della rassegna più chiacchierata di questo festival. Le tre parole più lapidarie in risposta alla domanda “cosa vai a guardare ora?”: “un noir scandinavo”.
    Una coppia di ballerini interpretati dai Glen Ford e Bette Davis di Danimarca si ritrova in serie difficoltà economiche, lei è incinta e sembra decisa ad abortire, lui vuole rimediare i soldi a tutti i costi. Il linguaggio è quello classico del Noir, si parla di colpa e della possibilità di sfuggire alla punizione, della continua ricerca di giustificare le proprie azioni e di incolpare gli altri. Nulla di originale, ma se non lo vedi qui dove lo vuoi vedere?

    La Costola di Adamo (Adam’s Rib), di George Cukor (USA, 1949) – Katharine Hepburn: Femminista, Acrobata e Amante

    Nello stesso anno di John & Irene Katherine Hepburn interpreta uno dei personaggi più politici della sua immensa carriera. 
    Amanda e Adam (Spencer Tracy) sono una coppia di avvocati in carriera che si ritrovano sui banchi opposti dello stesso caso. Lui rappresenta l'accusa nei confronti di una donna che ha tentato di uccidere marito e amante, lei la difende. Amanda vuole mettere a nudo la diversità di trattamento di una donna in un caso di “delitto d'onore”, Adam vuole in fin dei conti solo rappresentare la legge. Una delle commedie più raffinate di sempre, in cui Tracy retrocede rispetto all'uomo moderno sopra la scorza di ruvidezza di Woman of the Year, facendo emergere sentimenti retrogradi mescolati al suo (vero) senso di giustizia, mentre Amanda chiaramente sfrutta una colpevole per il suo (giusto) idealismo. Una coppia affiatata e meravigliosa, tra un litigio e un flirt davanti al giudice, che ci mostra anche un certo erotismo per due attori non più giovanissimi. Sensazionale.

    Uomini e Topi (Of Mice and Men), di Lewis Milestone (USA, 1939) – Lewis Milestone: Uomini e Guerre

    Nel 1939, considerato da molti l'anno d'oro del cinema hollywoodiano, escono due adattamenti dai due romanzi più celebri dell'autore americano per eccellenza, John Steinbeck (che abbiamo già incontrato il primo giorno con Lifeboat link alla prima cartolina). Contrariamente al Furore di John Ford, Milestone sceglie un cast privo di star per raccontare in tonalità seppia il primo grande sogno americano andato in frantumi. George viaggia come contadino vagabondo tra una fattoria ed un'altra in cerca di fortuna per lui e suo cugino Lennie, mente semplice e forza sovrumana. 
    Milestone e Steinbeck ci mostrano un'America in cui la generosità si mischia con l'opportunismo, la sopraffazione è perenne, spesso superflua, e se colpire il nemico danneggia te stesso poco importa. La speranza c'è, ma è la prima a morire, soprattutto per gli indifesi.

    Sholay Director’s Cut, di Ramesh Sippy (India, 1975) – Ritrovati e Restaurati 

    Avreste mai immaginato di trovarvi nel 2025 in Italia a guardare un film indiano di tre ore e mezza campione d'incassi negli anni ‘70 in una Piazza Maggiore urlante? Beh noi no, ma ci è successo ed è stata una bellissima sorpresa. E pure in versione integrale restaurata.
    Sholay è un vero e proprio fenomeno di costume in India, un film che tutti conoscono, guardano anticipando le battute e cantando le canzoni, applaudendo ad ogni apparizione delle loro star. Ieri per una sera Bologna ha vissuto questo. Sicuramente siamo stati aiutati dal sapore piuttosto occidentale del film (più simile ad un fagioli western che a Leone), ma il nostro unico rimpianto è stata la mancanza della versione karaoke. 

    Nicolò Cretaro,
    Redattore.
  • Cartoline Ritrovate – Giorno 6

    Pink Narcissus, Strade Violente, La Febbre dell’Oro

    Sesto giorno di film in 16mm, perle Ritrovate in giro per il mondo, film concerto, ospiti da tutto il mondo, caldo asfissiante e posti a sedere in Piazza Maggiore due ore prima dell'inizio della proiezione. Bentornati al Cinema Ritrovato.

    Pink Narcissus, di Anonymous/James Bidgood (USA, 1971) – Ritrovati e Restaurati

    Un eccellente lavoro di restauro e ricostruzione ci presenta uno dei capisaldi della cultura queer americana e non, tra la pornografia e la video arte. Realizzato in quasi sette anni, con pellicole di diverso formato, dal fotografo di nudi maschili James Bidgood (che ha disconosciuto il film, firmato infatti come Anonymous), vediamo un turbine di immagini sempre più esplicite, satiriche, esplosive. I corpi efebici lasciano spazio ad atti sempre più estremi, ombre e colori indefiniti si trasformano in forme falliche. Insomma, una visione che non si dimentica.

    Strade Violente (Thief), di Michael Mann (USA, 1981) – Ritrovati e Restaurati

    Frank (James Caan) è un ladro di gioielli, buca i muri con la minuziosità di un artista e i soldi sembrano l'unica cosa che gli interessa. Ha le capacità comunicative tipiche dei protagonisti di Mann, ovvero zero senza la pistole in mano, non sa trattare né con le donne né con gli uomini, che siano criminali o poliziotti, quelli che dipinge come i suoi sogni, di una vita tranquilla e lontana dai problemi,  sono solo una delle tante bugie che si racconta. Michael Mann ci porta nei suoi anni ‘80 fatti di neon, musica dei Tangerine Dream e auto veloci, in cui l'individuo tenta di affermarsi per essere solo castrato e neutralizzato, e la violenza prevaricatrice sembra l'unico linguaggio possibile.

    La Febbre dell’Oro (The Gold Rush), di Charlie Chaplin (USA, 1925) – Ritrovati e Restaurati

    I film concerto sono tra i momenti più attesi del festival e forse anche dell'estate bolognese. Il primo di quest'anno è uno dei tanti capolavori realizzati dal miglior comico di sempre, a cui la Cineteca dedica da anni restauri, retrospettive e pregevolissime edizioni home video. L'ultimo restauro di The Gold Rush realizzato in occasione del centenario del film dalla Cineteca stessa insieme a Criterion ci presenta vari frammenti del film scomparsi da tempo (per volere dello stesso Chaplin) e Ritrovati grazie al contributo di numerosi archivi in giro per il mondo. Una piazza partecipa intera in maniera attiva, rumorosa ed entusiasta all'evento, musicato dal vivo dall'Orchestra del Teatro Comunale diretta dall'immancabile Timothy Brock. Assistere ad un momento del genere, a cento anni esatti dall'uscita del film, è incredibile.

    Nicolò Cretaro,
    Redattore.