Le eredi di Marilyn Monroe

A cento anni dalla sua nascita (e oltre sessanta dalla sua morte), Marilyn Monroe è ancora un’icona pop universale, simbolo di fascino e sensualità che va oltre alla sua (forse esigua?) carriera cinematografica. D’altronde non è stata tanto la recitazione della diva, quanto più l’immagine davanti e dietro lo schermo (unita alla scomparsa prematura) a imporne il mito nell’immaginario del Novecento, ma anche nelle generazioni successive. La prova è la quantità di imitazioni e omaggi che la sua figura ha raccolto nel corso del tempo: dai ritratti pop di Andy Warhol all’ultimo controverso biopic con un’Ana De Armas mimetica in trucco e movenze.

Ma l’eredità di Marilyn Monroe non si limita a film o fotografie: la sua influenza si è estesa anche a moda, musica e più in generale alla rappresentazione del femminile nello spettacolo. Numerose artiste hanno attinto alla sua estetica e ai suoi codici comunicativi, reinterpretandoli in chiave contemporanea. Tra queste spiccano Madonna, in cui l’omaggio a Marilyn è fondante, Sabrina Carpenter, che ne riprende alcuni elementi estetici ribaltandoli di significato sul solco di Madonna, e Sydney Sweeney, la cui figura pubblica non è molto distante da quella della diva. Queste tre donne potrebbero essere considerate le eredi di Marilyn Monroe.

Un tema che lega le quattro figure è il cosiddetto male gaze, lo “sguardo maschile” che per decenni ha influenzato il modo in cui le donne vengono rappresentate nei media. Da Marilyn Monroe, spesso intrappolata nell’immagine della bionda desiderabile costruita dall’industria hollywoodiana, fino alle eredi Madonna, Sabrina Carpenter e Sydney Sweeney, il rapporto tra autonomia femminile, desiderio, giudizio pubblico e controllo della propria immagine resta uno degli aspetti più discussi della cultura pop.

L’ambizione bionda: Madonna

Madonna è una delle artiste più influenti della storia della musica contemporanea. Fin dagli anni Ottanta ha costruito una carriera basata sulla continua sfida alle convenzioni culturali e sociali. Cantante, performer e imprenditrice, ha fatto del controllo della propria narrazione pubblica uno dei cardini del suo successo, ridefinendo il ruolo femminile nell’industria dello spettacolo.

Il legame tra Madonna e Marilyn Monroe è evidente soprattutto nel videoclip di Material Girl del 1985, che riprende la celebre sequenza di Diamonds Are a Girl’s Best Friend dal film Gli uomini preferiscono le bionde. Ma non si tratta solo di un omaggio: Madonna usa quell’immaginario per riflettere sul rapporto tra desiderio maschile e potere femminile. Se Marilyn era una fantasia erotica, la cantante ribalta il meccanismo trasformando la sensualità in uno strumento affermazione personale. La riflessione raggiunge il culmine con il Blonde Ambition Tour del 1990: oggi ritenuto un momento chiave della cultura pop, lo show metteva in scena una femminilità apertamente sessuale ma gestita dalla donna stessa, non dallo sguardo maschile, in cui quell’immagine della bionda restava un’ambizione non raggiunta, un desiderio non più necessario.

La migliore amica dell’uomo: Sabrina Carpenter

Negli ultimi anni Sabrina Carpenter si è affermata come figura chiave del pop contemporaneo. Dopo gli esordi nelle serie Disney, ha costruito una carriera musicale di grande successo, distinguendosi per un’immagine che mescola maliziosa ironia, sensualità glamour e consapevolezza mediatica.

Da una parte è evidente il suo recupero dell’estetica e dell’immaginario degli anni Cinquanta: voluminose acconciature bionde, trucco ispirato al glamour hollywoodiano e femminilità volutamente accentuata sono tra gli elementi più appariscenti della strategia. Il riferimento a Marilyn si è fatto più esplicito in varie occasioni, come nella cover alternativa dell’album Man’s Best Friend che riprende uno scatto degli anni Sessanta della diva con l’allora marito Arthur Miller. Sarebbe tuttavia ingiusto non riconoscere anche la forte influenza di Madonna su Sabrina, coronata nel 2026 al Coachella e col singolo Bring Your Love. La copertina del numero di Vogue di marzo 2025 conferma infine la doppia ispirazione.

Titolo e cover principale di Man’s Best Friend da un lato richiamano ancora una volta Marilyn e la sua Diamonds Are a Girl’s Best Friend, ma si pongono più nella direzione scelta da Madonna che in quella vissuta da Marilyn: nonostante le apparenze, è lei in controllo. Di fronte alle accuse di mostrarsi troppo provocante, Sabrina Carpenter ha sostenuto che il problema non è ciò che una donna sceglie di mostrare, ma il modo in cui viene osservata e giudicata (dagli uomini).

Geni perfetti: Sydney Sweeney

Sydney Sweeney è una delle attrici più promettenti della sua generazione, ma nonostante i (discutibili) progetti cinematografici cui ha preso parte, il suo nome rimane legato perlopiù a produzioni televisive come Euphoria. Parallelamente alla carriera sullo schermo, è stata spesso al centro del dibattito mediatico per il modo in cui il suo corpo viene raccontato e rappresentato anche da se stessa.

L’esempio più lampante è la campagna pubblicitaria Sydney Sweeney has great jeans perAmerican Eagle (il cui slogan è ripreso da quello usato negli anni Novanta da Calvin Klein per Brooke Shields), che ha riacceso discussioni sul confine tra valorizzazione e oggettivazione dell’immagine femminile. Sweeney sa bene che le donne dello spettacolo continuano ad essere valutate sull’aspetto fisico prima che sulle loro capacità, e ha deciso di sfruttare la dinamica a suo favore, per far parlare di sé. Così ha finito per incarnare una Marilyn Monroe contemporanea, “il ritorno della bomba sexy” un po’ ingenua ma sensuale nel cinema a stelle e strisce, forse più in controllo della propria immagine, ma non meno giudicata dagli sguardi maschili.

La migliore amica delle ragazze 

L’influenza di Marilyn Monroe sulla cultura pop resta straordinariamente viva. La sua immagine continua a essere reinterpretata da artiste appartenenti a generazioni diverse, dimostrando l’immortalità di certi miti e l’ineluttabilità di certi dibattiti. Marilyn, di cui è noto il disagio per lo status di sex symbol, resta il punto di partenza per una riflessione ancora attuale sul rapporto tra uomini e donne, tra potere e rappresentazione mediatica. Ognuna scelga la propria strada: se Madonna e Sabrina Carpenter usano quell’immagine per comunicare la loro autonomia rispetto al male gaze, Sydney Sweeney sembra accettare e riconfermare quell’idea. Il mito da cui partono, però, è lo stesso: l’immortale Marilyn Monroe.

enrico borghesio

Caporedattore

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