Ken Loach – “La parte degli angeli” e la dignità degli ultimi

Il cinema di Ken Loach racconta le periferie, geografiche e sociali: i suoi protagonisti appartengono alle classi popolari, sono precari o disoccupati, senza dimora, oppure fanno parte di una minoranza.  Ciò che accomuna la maggior parte delle storie, sia quando il tema è il mondo del lavoro sia quando si tratta di guerra, è lo sguardo profondamente critico nei confronti della società. Il destino dei personaggi, infatti, non dipende mai solo dalla loro forza di volontà, ma dalle occasioni reali che il sistema offre o nega loro.

Loach preferisce l’autenticità anche estetica, dallo stile quasi documentaristico delle riprese all’abitudine di scegliere anche attori non professionisti, solamente in base a quanto li ritiene convincenti per il ruolo che ha in mente. Un esempio di casting ben riuscito da questo punto di vista è Debbie Honeywood, che non aveva quasi nessuna esperienza precedente: interpreta Abby in Sorry we missed you (2019) e riappare brevemente in The old oak (2023).

Per questi motivi è giustamente considerato una delle figure più rappresentative del realismo sociale nel cinema britannico, e Loach stesso non ha mai negato la natura programmatica del suo cinema. Tuttavia sarebbe riduttivo avere questa come sola definizione del suo lavoro, perché ciascun film porta sullo schermo una storia individuale estremamente specifica: Joe in My name is Joe (1998) i fratelli O’Donovan in Il vento che accarezza l’erba (2006), Robbie in The angel’s share, ecc… Loach mantiene costantemente l’attenzione sull’arco narrativo che riguarda la persona, in modo che le istanze sociali vengano naturalmente a galla come conseguenza degli eventi, anziché imporsi come premessa. La capacità di raccontare la complessità delle vicende umane, senza mai scadere in retoriche sentimentali, è indubbiamente uno dei punti di forza nel regista.

La parte degli angeli (2012)

La periferia in questo caso è quella di Glasgow (Scozia), e la persona che incontriamo è Robbie, (Paul Brannigan), un giovane dal passato violento che sta per diventare padre ma è stato arrestato per un’aggressione. È riuscito a evitare il carcere ed è alle prese con i lavori socialmente utili. Il gruppo a cui è stato assegnato è guidato da Harry (John Henshaw), tramite il quale Robbie scopre la passione per il whisky. Nel frattempo cerca di allontanarsi dalle persone con le quali ha ancora dei conti in sospeso, senza successo. Insieme ad alcuni compagni di gruppo decide quindi di andare a Edimburgo e rubare una partita rarissima da una distilleria, nella speranza di riscattarsi almeno economicamente e garantire stabilità a sé e alla compagna Leonie (Siobhan Reilly). Il viaggio, però, non va secondo i piani. 

Vincitore del premio della giuria a Cannes, The angel’s share ha un registro decisamente più leggero degli altri film di Loach, pur mantenendo le tematiche e una certa dose di realismo. La violenza di alcune scene iniziali viene subito compensata dai dialoghi, ironici quando non direttamente comici, e ci si trova davanti a un heist movie vero e proprio, originale e divertente. Non guasta nemmeno il fatto che ci sia molto da imparare sulla produzione del whisky scozzese. 

Il film resta comunque ancorato a un senso di precarietà e a un’ironia amara di fondo, perché la “redenzione” di Robbie non è garantita né definitiva, e soprattutto non diventa plausibile grazie a una qualche improvvisa motivazione personale. Il fatto di star scontando onestamente la condanna risulta anzi completamente irrilevante. Ad intervenire davvero nella sua vita  è la solidarietà delle persone che ha intorno e un’opportunità, moralmente discutibile ma concreta, di emancipazione. È difficile non empatizzare con il protagonista, quando era chiaro fin dall’inizio che per chi come lui si muove ai margini della società, qualunque strada avrebbe avuto un costo. L’espressione che dà il titolo al film, The angel’s share, si riferisce alla parte di whiskey che evapora durante il processo di maturazione.


Federica Rossi

Caporedattrice

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *